Espropri alla pineta, ora è scontro I proprietari contestano le offerte

Oggi arriva in consiglio il progetto dell’allargamento con altri 14mila metri quadrati di bosco Il Comune mette sul piatto 261mila euro per comprare due lotti ma i titolari minacciano di fare causa
PESCARA. Il Comune di Pescara mette sul piatto 261mila euro per espropriare due lotti di terreno privati a ridosso della Pineta Dannunziana e allargare il polmone verde della città, ma ora i proprietari contestano gli importi: è troppo poco, dicono su due lettere mandate in municipio, e in assenza di «rivalutazioni» lasciano aperta la possibilità di fare causa. Oggi è il giorno della decisione in consiglio comunale: ieri è iniziata la seduta ma l’esame delle due delibere sugli espropri necessari ad ampliare la pineta, ferita dall’incendio del 1° agosto 2021 e in ripresa, è slittata a questa mattina alle 8.30.
NO DEI PROPRIETARI Sugli espropri da oltre 14mila metri quadrati di terreno, per adesso, pesa il no dei proprietari delle zone verdi: la prima, da 1.350 metri quadrati, si trova in prossimità dell’ingresso del parco da via della Bonifica; la seconda, 12.985 metri quadrati, è in corrispondenza dell’incrocio tra via D’Avalos e via della Pineta. Il mancato accordo sui prezzi potrebbe sfociare in ricorsi su ricorsi con il rischio di ritardare il progetto dell’amministrazione Masci chiamato «rigenerazione e valorizzazione della riserva naturale».
DUE OSSERVAZIONI La possibilità che gli espropri inneschino un braccio di ferro giudiziario emerge da due osservazioni recapitate al Comune. La prima recita così: «Si eccepisce l’erroneità della procedura seguita dal Comune di Pescara che non ha tenuto conto, anche ai fini della determinazione del valore dell’indennità, del realizzando fabbricato assentito con permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica del 2018». Il proprietario chiede di «rivalutare» l’importo offerto dal Comune (124.006,25 euro) «tenuto conto anche dei danni patrimoniali subiti». Anche la seconda contestazione contiene la minaccia di passare alle vie legali senza un ritocco della cifra (137.121,60): «L’indennizzo non potrà non tener conto di tutti i costi sostenuti dal proprietario, gli stessi in questa sede non sono prodotti in quanto tutti di evidenza pubblica, e della perdita di valore del capitale investito. In merito alla legittimità degli atti posti in essere, non entro nei profili di interesse della magistratura ordinaria e contabile».
TRATTATIVA? La risposta ufficiale del Comune, per adesso, è affidata a una relazione che dice: «Per quanto concerne le osservazioni sulla determinazione dell’indennità di esproprio, si ritiene e si ricorda che la stessa sarà proposta e notificata al proprietario in una fase successiva». Con due trattative mirate, spiega il documento, si potrebbe raggiungere il punto d’incontro ed evitare l’avvio di un procedimento giudiziario: «In quella stessa sede», dice la relazione, «ci si riserva di valutare l’indennizzo compatibile con la legittimità delle opere ad oggi esistenti sulle aree oggetto di esproprio».
verso LA RINASCITA Il progetto che si discute oggi in consiglio, portato avanti dal sindaco Carlo Masci e dall’assessore al Verde Gianni Santilli, prevede anche 110mila euro di lavori nelle zone da espropriare con «l’attivazione di una serie di attività scientifiche degli impianti arborei esistenti, oltre alle opere di mitigazione ambientale. È prevista la realizzazione di un percorso interno con finalità di scientifiche ed escursionistiche che permetta una futura e costante attività di studio e monitoraggio dell'area. In sintesi, tra gli interventi previsti e prevedibili sono compresi: potature, abbattimento di individui seccagginosi, deperimenti e sottomessi; estirpazione di flora esotica; posa in opera di sistemi di dissuasione».

