Espropri Palaroma, il M5S va alla Corte dei Conti

MONTESILVANO. Gli espropri del PalaRoma arrivano alla Corte dei Conti. Il gruppo consiliare del M5S e il deputato montesilvanese Andrea Colletti hanno presentato un esposto per chiedere che si...
MONTESILVANO. Gli espropri del PalaRoma arrivano alla Corte dei Conti. Il gruppo consiliare del M5S e il deputato montesilvanese Andrea Colletti hanno presentato un esposto per chiedere che si faccia luce sulla stangata da circa un milione di euro ricevuta lo scorso anno dal Comune a causa del ritardo nei pagamenti dei terreni espropriati per costruire il palazzetto di Santa Filomena nel 2002. Un ritardo lungo quasi 20 anni che ha visto i proprietari rivolgersi al tribunale e ottenere ragione. A partire dal 2015, quindi, il Comune sta provvedendo al pagamento del debito contratto dilazionato in 3 anni. «È una vicenda che parte da lontano e che coinvolge molte giunte e amministratori del passato», ricordano i grillini, «e che, da ultimo, con la transazione operata dal Comune, dimostra plasticamente come abbia provocato un ingente danno alle casse comunali, già carenti, di Montesilvano. La sentenza pronunciata dal tribunale di Pescara infatti ha visto il Comune condannato al pagamento di una considerevole somma di denaro», aggiungono, «a titolo di risarcimento danni, indennizzo per il periodo di occupazione, rivalutazioni, interessi nonché spese legali e consulenze tecniche. Tale condanna ha rappresentato un ennesimo duro colpo per l’equilibrio finanziario dell’ente, già fortemente precario». Per far luce sui responsabili di tali ritardi, il M5S si è rivolto alla Corte dei Conti. «La mala gestione delle amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi decenni», proseguono, «si sarebbe concretizzata in prima battuta omettendo di procedere come per legge all’espropriazione dei terreni, rendendo il Comune responsabile di occupazione abusiva. Successivamente l’ente ha omesso di costituirsi in giudizio o di ricercare una soluzione transattiva con i legittimi proprietari. È ora che chi ha commesso reati o danni enormi al buon andamento della pubblica amministrazione paghi».
Antonella Luccitti

