Estate di piogge e caldo torrido: gravi danni alle coltivazioni

Allarme di Cia e imprenditori: dimezzate le produzioni di pomodoro e cereali, schizza il prezzo dell’olio Pasqualone: «La conseguenza è l’aumento dei costi che peserà sulla spesa finale del consumatore»
PENNE. Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e del comparto ortofrutticolo dell’area vestina alle prese con gravi problemi nella produzione.
In difficoltà gli allevatori, alle prese con l’aumento dei costi per la gestione del bestiame: dai mangimi alle spese per l’energia. In particolare, ad avere la peggio sono le produzioni di pomodoro e cereali, del comparto oleario e di quello vitivinicolo. Ma il maltempo dei mesi scorsi, oltre ad aver danneggiato i produttori, porterà a un innalzamento dei prezzi per i consumatori.
In crisi, in particolare, è la produzione 2023 di pomodoro, da sempre una delle più redditizie anche nell’area vestina. Oggi i produttori fanno i conti con una scarsa quantità di prodotto, un aumento vertiginoso dei costi e con condizioni climatiche instabili. Tutte condizioni che hanno influito negativamente, provocando un calo di produzione del 50 per cento.
«Le piogge torrenziali hanno ritardato i trapianti causando un calo del 50 per cento sulla produzione, mentre il successivo caldo torrido e le alte temperature non hanno permesso al pomodoro di fruttificare mettendo a repentaglio accordi internazionali», spiega in una nota Cia Abruzzo.
Problematiche evidenziate anche nell’area vestina da Diego Pasqualone, titolare dell’omonima azienda e presidente Agia (giovani imprenditori agricoli) Abruzzo. «A livello conserviero abbiamo registrato un calo del 50 per cento della produzione per quanto riguarda il pomodoro a pera», afferma Pasqualone, «con un conseguente aumento dei costi che andrà a gravare sulla spesa finale del consumatore. All’aumento del costo della materia prima, infatti, corrispondono anche gli aumenti dei costi di produzione. Pertanto l’incremento del prezzo del prodotto finale che il cliente paga non coincide con i ricavi ottenuti dai trasformatori, ma serve a coprire una parte dell’aumento dei costi sostenuti dagli stessi», precisa ancora Pasqualone, sottolineando la drammatica situazione di tanti agricoltori.
Non solo sul pomodoro: il maltempo e i costi di produzione arrivati alle stelle hanno influito e influiranno anche su cereali, viticultura e olio.
«Il comparto cerealicolo è in difficoltà», riprende Pasqualone, «con una produzione scesa del 50 per cento. Dai 40-45 quintali a ettaro dello scorso anno si è passati intorno ai 20-25. Le borse dei cereali inoltre scendono, mentre i mangimi risalgono con un conseguente aumento del costo del bestiame, mentre c’è una cattiva qualità di grano. Nel comparto della viticultura si regista la perdita di due appezzamenti su tre. Con le forti piogge, inoltre, non c’è stata possibilità di fare trattamenti sui campi. Purtroppo si registrano già attacchi di mosca olearia e l'olio è schizzato a 9 euro litro all'ingrosso», conclude Pasqualone.

