Estate, in Abruzzo previsti un milione e 600mila arrivi

7 Giugno 2022

Numeri pre-Covid: è già pienone sulla Costa dei Trabocchi, bene la montagna

Un milione e 600mila turisti attesi in Abruzzo, per un totale di sei milioni di presenze e per un giro d’affari di quasi 500 milioni di euro. Quote, queste, che la regione non vedeva da prima della pandemia ma che tornerà a raggiungere nel 2022. Almeno secondo una previsione effettuata dall’Istituto Demoskopika, che mostra l’Abruzzo come una delle regioni in ripresa nel settore turistico in Italia: più 28% di presenze e arrivi rispetto al 2021. L’Abruzzo torna così ad avere numeri dati in linea con il 2019, a differenza della media nazionale, che ancora è sotto ai livelli pre-pandemia.
«Previsione centrata, anzi prudenziale: i segnali ci dicono che sarà una stagione migliore di quella del 2019», dice Gianluca Grimi, presidente di Assoturismo Abruzzo, che compie un primo bilancio dopo il ponte del 2 giugno che ha affollato, come non si vedeva da tempo, costa ed entroterra abruzzese: «La stagione turistica quest’anno è partita prima, grazie al clima favorevole e nel ponte del 2 giugno abbiamo visto davvero tante presenze. Mentre per l’estate si registra già un più 15/20% di prenotazioni rispetto all’anno scorso. E manca ancora il last minute, che rappresenta il grosso delle nostre prenotazioni. Le richieste si erano fermate con lo scoppio della guerra in Ucraina, ma dopo tre settimane sono ripartite in maniera molto forte».
Quindi ancora: «In generale verso l’Abruzzo come meta turistica si registra un forte interesse, proprio nel momento in cui gli italiani hanno grande voglia di partire per le vacanze e per la libertà dopo due anni di pandemia e restrizioni. Adesso bisogna puntare ancora più forte sulla promozione».
ci SARà il PIENONE
SULLA COSTA E ALL’INTERNO
«Si registra praticamente già il pienone per luglio e agosto in spiagge e alberghi, bene anche appartamenti e Bed & Breakfast, dove trovare un alloggio libero è ormai difficile. I villaggi turistici, che sono un’eccellenza in Abruzzo e fanno grandi numeri, dopo qualche difficoltà sono in ripresa», spiega Grimi.
Poi sull’interno: «Bene non solo il mare, ma anche le aree interne. E non solo la montagna, ma anche la fascia collinare. È infatti in crescita il turismo esperenziale, che offre appunto esperienze diverse, dall’enogastronomia alla cultura, passando per il verde e lo sport». Nel dettaglio: «Molto bene in particolare l’Alto Sangro. E per il futuro puntiamo forte sull’Aquila: ha il potenziale per essere la nostra grande città d’arte e trascinare il settore del turismo artistico e religioso in cui fatichiamo, per destagionalizzare il turismo. Noi ci crediamo. Abbiamo bisogno dello sviluppo turismo dell’interno per avere i numeri che l’Abruzzo merita: il doppio delle sei milioni di presenze che abbiamo oggi».
Quindi ancora, tornando a parlare della costa: «Sul mare solo certezze. La Costa dei Trabocchi ormai è quasi in “overbooking”: ha saputo darsi una immagine vincente, ora è molto conosciuta anche in Europa, ma mancano le infrastrutture, a partire dagli alberghi, per sostenere la domanda. Il resto è una garanzia, a partire dalla costa teramana già col pienone. Ma anche in questo caso ci aspettiamo un’evoluzione: dobbiamo lavorare per puntare ancora di più sulla qualità e meno sul prezzo».
italia ed estero:
DA DOVE VENGONO I TURISTI
«Durante la pandemia gran parte del turismo è stato di prossimità. Ora stiamo riagganciando chi viene da lontano», continua Grimi, spiegando: «Stanno tornando i turisti stranieri, anche dagli Stati Uniti, ma soprattutto dai luoghi classici di partenza: dalla Germania, dall’Olanda, dal Belgio e dalla Danimarca».
Sul turismo nazionale: «Il grosso delle presenze italiane lo fanno i romani e i lombardi, ma ora molti vengono anche dal Triveneto: sono in crescita le presenze dei trentini, che vedono nell’Abruzzo un territorio simile al loro, ma con il mare. La guerra tra Russia e Ucraina non ci ha creato enormi problemi in termini di presenze: da quei paesi arrivava circa l’1/1,5% dei turisti. Anzi, le tensioni internazionali hanno spinto in molti a rinunciare a vacanze in zone come la Turchia e la Croazia per venire da noi, dove si sentono più sicuri. Stiamo recuperando anche rispetto al Sud Italia: questo è dovuto ai cambiamenti climatici. È anche con questo che si spiega perché l’Abruzzo stia crescendo più della media nazionale. Le altre ragioni sono che partiva da numeri più bassi di quelli che merita e dal fatto che ha retto meglio durante la pandemia».
gli aumenti
per la CRISI ENERGETICA
«I rincari dovuti alla crisi energetica non sembrano pesare sulle prenotazioni. Sui consumi nel commercio e nell’intrattenimento, invece, ci aspettiamo maggiore prudenza da parte di chi verrà in vacanza», spiega Grimi, «per gli operatori le spese sono cresciute in maniera violenta, visto che è aumentato ogni tipo di prodotto. Ma da parte nostra non ci sono stati grandi rincari, anche perché i listini erano già pronti ad ottobre».