Estensione Green pass: sì nei luoghi di lavoro

L’orientamento del governo riguarda l’obbligo per i dipendenti pubblici e delle aziende private. E Draghi conferma l’ipotesi dell’obbligo vaccinale
Estensione del Green pass, obbligo vaccinale e terza dose di vaccino. Questo l'orientamento del Governo, secondo le indicazioni fornite dal premier, Mario Draghi, che ha fatto il punto sui prossimi impegni dell’esecutivo in tema di gestione della crisi Covid, anche in ambito scuola e trasporti. Martedì prossimo potrebbe essere convocata la cabina di regia che dovrà valutare dove e con quali modalità estendere l’obbligo della certificazione verde. Dopo i luoghi al chiuso, ristoranti, palestre, sale per gli spettacoli, treni a lunga percorrenza, navi e aerei, toccherà ai lavoratori di questi settori, ai dipendenti pubblici e alle aziende private. Il percorso sembra segnato, anche se le modalità e le date di entrata in vigore delle nuove misure potrebbero essere scaglionate nel tempo. Il nodo più ostico sembra essere il capitolo dei dipendenti del pubblico impiego, per i quali è in atto una serrata contrattazione con i sindacati. Ma il tempo stringe, con il Governo intenzionato ad arrivare, entro metà settembre, a una bozza di testo da approvare al massimo entro metà ottobre. Alcune norme potrebbero essere inserite già nella conversione in legge del decreto del 6 agosto scorso.
GREEN PASS
Le condizioni rimangono identiche a quelle attualmente in vigore. Può ottenere il Green pass chi ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, chi ha un certificato di guarigione dal Covid-19, o ha effettuato un tampone molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti. Con una sola dose di vaccino la validità del certificato sarà di 15 giorni dalla somministrazione e fino alla data del richiamo. Con due dosi, la copertura è di 9 mesi, ma il Comitato tecnico-scientifico ha dato il via libera all’estensione a 12 mesi. Infine, per guarigione dal Covid-19, il Green pass è valido 6 mesi.
BAR E RISTORANTI
Chi entra in un bar e vuole sedersi al tavolo, così come chi vuole mangiare in un ristorante al chiuso deve essere munito di Green pass. Lo stesso obbligo, però, non è previsto al momento per titolari e gestori, personale di sala e addetti alle cucine. Una disparità che il Governo ritiene di dover sanare imponendo a tutti i dipendenti dei locali pubblici la certificazione richiesta ai clienti.
SPORT E SPETTACOLI
Discorso analogo riguarda palestre e le piscine, circoli sportivi, cinema, teatri e sale giochi. Si tratta, infatti, di luoghi dove più facilmente si creano file e assembramenti. Nonostante i protocolli in vigore prevedano distanziamento e utilizzo delle mascherine si ritiene indispensabile che i lavoratori seguano le stesse regole imposte ai clienti, senza alcun tipo di trattamento differenziato. Molti titolari e gestori di centri sportivi hanno già richiesto autonomamente la vaccinazione ai propri dipendenti, anche in assenza di un obbligo formale.
IN UFFICIO
E qui si apre la partita più grande. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è favorevole e lo ha ribadito più volte, all'introduzione dell'obbligo vaccinale per tutti i dipendenti pubblici. Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha rimarcato anche la necessità che si torni al più presto in presenza negli uffici. Temi su cui il confronto con i sindacati è già stato avviato per giungere ad una soluzione condivisa già nei prossimi giorni. A livello operativo, un ampio margine di manovra verrebbe dato ai dirigenti degli uffici e degli enti pubblici in base alle rispettive esigenze organizzative. Il lavoro a distanza rimarrebbe marginale ma, comunque, fruibile in modalità semplificata, senza ricorrere all'accordo individuale, fino al 31 dicembre, dopo di che scatterebbe una nuova regolamentazione da inserire ne rinnovi contrattuali.
AZIENDE PRIVATE
Una strada analoga dovrà essere percorsa per il settore privato. Molte aziende hanno aperto all’interno hub vaccinali o agevolato l’immunizzazione dei dipendenti. Netta la posizione del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che tre giorni fa ha accusato di «irresponsabilità i sindacati che chiedono una legge per il Green pass». Un terreno di scontro, che vede l'opposizione netta dei sindacati a tale misura. Per le mense aziendali, invece, la base di partenza rimane il decreto attualmente in vigore che non ha imposto alcun obbligo per i lavoratori, ad eccezione del personale scolastico in aggiunta a quello sanitario, ma consente l’ingresso a mensa soltanto a chi è munito di certificazione. Una norma che ricalca quella adottata per bar e ristoranti.
TRASPORTI PUBBLICI
Fino al 31 dicembre prossimo il Green pass è obbligatorio per salire su tutti i treni ad alta velocità, navi e traghetti per il trasporto interregionale e aerei con tratta nazionale. Per andare all’estero era già necessario. Certificazione verde anche per salire sugli autobus che collegano due regioni e che effettuano tratte turistiche più lunghe e sui bus per servizi di noleggio con conducente, ad eccezione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. Potranno accedere ad aerei, treni, navi e autobus senza obbligo di Green pass i minori di 12 anni, già esclusi dalla campagna vaccinale per mancanza di un vaccino approvato per la loro fascia d’età e i soggetti che non possono vaccinarsi per motivi di salute.
TERZA DOSE
Si va verso la terza dose del vaccino anti Covid-19, come annunciato dal premier Draghi, che è al lavoro per stabilire gli step necessari e i settori da coinvolgere per primi nell’estensione del Green pass. Ed è certo, ormai, il ricorso alla terza dose del vaccino con il ministro della Salute, Speranza, che ha indicato settembre per l'avvio della terza fase della campagna vaccinale. Si partirà dalle persone che hanno una risposta immunitaria molto fragile e dalla prime categorie vaccinate tra cui figurano i medici e, più in generale, tutti gli operatori sanitari.
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