Estetisti e parrucchieri Sospiri: sì alle riaperture

30 Aprile 2020

Il presidente del consiglio regionale conferma: «Faremo un’ordinanza» Ma Torto (M5S) avverte il centrodestra: «In questa fase ci vuole cautela»

PESCARA. La Regione accelera sull’ordinanza per la riapertura delle attività non previste dai Dpcm e ha l’appoggio delle associazioni di categoria. Dopo le parole dell’assessore alle Attività produttive Mauro Febbo, anche Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, conferma che l’Abruzzo farà dà sé sorvolando il decreto del governo. L'attenzione in particolare è concentrata su bar, ristoranti, acconciatori ed estetisti per la cui riapertura al pubblico il decreto Conte prevede la data del 1° giugno. «È il momento di anticipare la lentezza decisionale del governo e firmare l’ordinanza con la quale dobbiamo restituire speranza e fiducia agli operatori di bar, ristoranti, strutture ricettive, parrucchieri, estetisti e ai titolari dei nidi privati consentendo loro di riaprire le proprie saracinesche», spiega Sospiri. «L’Abruzzo delle piccole imprese non può più attendere. Le misure di contenimento del Covid-19 sono state collaudate e sono entrate nel dna della popolazione. Ora è il momento di ripartire, con tutte le cautele del caso, ma tutti devono avere l’occasione di lavorare. Se il governo non digerirà il provvedimento potrà impugnarlo, ma l’Abruzzo non può non aprire una vertenza».
FONDI ALLE IMPRESE. Queste le parole di Sospiri in occasione della presentazione della legge regionale con la quale verranno erogati contributi a fondo perduto a quelle attività che, secondo i Dpcm, non potranno ripartire prima di giugno. «Partiamo con un fondo da 20 milioni di euro che, con ogni probabilità, potremo portare sino a 100 milioni in fase di discussione in aula», dice Sospiri. «Ma non basta, perché le nostre piccole e medie imprese non vogliono erogazioni a pioggia, ma ci chiedono di poter tornare a lavorare. Stando agli ultimi dati dei comitati scientifici, è inaccettabile rinviare ulteriormente l’apertura delle attività del piccolo commercio, del turismo, dei parrucchieri, degli estetisti, degli addetti al settore benessere, dei bar e dei ristoranti che, secondo il Dpcm, dovrebbero riprendere il lavoro tra oltre un mese. Significherebbe decretare il crollo economico di migliaia di attività».
«A questo punto», insiste Sospiri, «la Regione ha il dovere di intervenire attraverso un’ordinanza che consenta a tutte le attività di ripartire. Stiamo adottando misure normative per garantire supporto alle piccole imprese, con quei finanziamenti a fondo perduto, fino a un massimo di 2mila euro, tesi ad aiutare i piccoli imprenditori a pagare gli affitti, e poi contributi a fondo perduto fino a un massimo di 10mila euro per risanare quei flussi finanziari di cassa oggi azzerati».
LA REPLICA DEI 5 STELLE. Per la deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto, «è di buon senso procedere gradualmente alle riaperture di tutte le attività, per questo ritengo grave l’atteggiamento assunto dall’assessore Febbo. Stiamo ancora contando i lutti e i malati, abbiamo tutti il dovere, e in primis le istituzioni, di assumere atteggiamenti cauti e responsabili per trovare il delicato equilibrio tra ritorno alle normali attività e la tutela della salute».
CASARTIGIANI. «Gli acconciatori non possono aspettare giugno per riaprire: se è vero che c’è il rischio degli asintomatici, si facciano i tamponi ai datori di lavoro e ai dipendenti, ma si permetta a queste persone di tornare a lavorare». È l’appello di Dino Lucente, direttore di Casartigiani Pescara, confederazione autonoma sindacati artigiani, che ha firmato una convenzione con una struttura professionale per avere sconti del 50% per gli associati sui prodotti Covid (mascherine, gel igienizzanti, termometro digitale ecc.) per la riapertura delle attività in sicurezza.
«Se non si riapre, si favorisce l’abusivismo», dice Lucente, «e questo è un problema serio: ci sono ex parrucchieri che vanno nelle case non rispettando i Dpcm. È vergognoso». Il Codacons ieri ha inviato una istanza al governo, al commissario Domenico Arcuri, all’Istituto superiore di Sanità e ai presidenti di tutte le Regioni, chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici, e il ritorno all’attività degli artigiani. «Potrebbero già dal 4 maggio riprendere le proprie attività», spiega l’associazione, «rispettando distanze minime nei locali e l’uso di mascherine e guanti, al pari di quanto avviene sia oggi per numerosi esercizi (supermercati, tabaccherie, ecc.), sia dal 4 maggio per gli altri esercizi cui sarà consentita l’apertura. In assenza di interventi, il 30% delle attività artigiane, centri estetici e parrucchieri sarà costretto a chiudere i battenti e dichiarare fallimento». (g.g.)
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