Estorsioni a luci rosse, coppia in carcere

20 Gennaio 2019

Rosciano. Condanne definitive a cinque anni : dopo i rapporti sessuali, ricattavano i clienti di diffondere filmati hard

ROSCIANO. Avevano escogitato uno stratagemma per spillare soldi agli uomini. Fingevano di aver girato dei filmati di rapporti sessuali extraconiugali e minacciavano la vittima di turno di mostrare la videocassetta alla moglie. Ma due uomini si sono rivolti ai carabinieri che hanno indagato sugli episodi di estorsione e a gennaio del 2012 hanno eseguito gli arresti, disposti dal giudice per le indagini preliminari. Ora è arrivata la condanna per Michael Di Sciullo e Federica Panzone, tutti e due di Rosciano, il primo di 33 anni e la seconda di 29, rintracciati rispettivamente a Città Sant’Angelo e Catignano per essere condotti in carcere. Di Sciullo deve scontare una pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione e furto aggravato mentre per Panzone la pena è di 5 anni per estorsione. L’ordine di carcerazione della Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila nei confronti della coppia (che non convive più) è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Rosciano, che all’epoca avevano partecipato alle indagini dei militari della stazione di Cepagatti e Pianella e del Nucleo operativo e Radiomobile di Pescara.
La coppia cercava di fare soldi in maniera illecita. La donna si prostituiva e consumava rapporti sessuali in casa con degli uomini. Poi, però, per i clienti arrivava il ricatto. Per spillare denaro ai malcapitati, veniva esibita una cassetta Vhs a luci rosse, contenente la scena del rapporto appena consumato, o almeno così dicevano. Al cliente veniva chiesto di pagare alcune decine di euro, altrimenti quella cassetta sarebbe finita nelle mani della moglie o della fidanzata. In realtà non esisteva alcun filmato: le videocassette erano vuote ma gli uomini non potevano saperlo e qualcuno ha pagato.
Hanno fatto scattare le indagini, nel 2011, un artigiano e un commerciante di Cepagatti che si sono rivolti ai carabinieri perché finiti nel mirino degli indagati (all’epoca sono state arrestate quattro persone per i reati, a vario titolo, di estorsione, furto e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti). Nel caso del commerciante, il rapporto sarebbe stato consumato nel suo negozio, dopodiché sarebbe arrivato il finto marito geloso e sarebbe spuntata la videocassetta. Subito dopo la richiesta di cento euro per non far arrivare quel filmato compromettente a casa dell’uomo che non solo era pronto a pagare ma è stato anche derubato del marsupio, stando alla ricostruzione dell’epoca degli investigatori dell’Arma.