Esuberi alla De.al, i sindacati: «La decisione è prematura»

27 Ottobre 2016

ELICE. «Grande preoccupazione per la situazione occupazionale dei dipendenti dello stabilimento Marr (ex De.Al) di Elice». A prendere posizione sono le segreterie territoriali di Filcams-Cgil,...

ELICE. «Grande preoccupazione per la situazione occupazionale dei dipendenti dello stabilimento Marr (ex De.Al) di Elice». A prendere posizione sono le segreterie territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil, dopo che l’azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo dichiarando un esubero di 25 lavoratori su un totale di 51 dipendenti. «Si tratta di una decisione prematura», dicono le tre sigle sindacali, «visto che la De.Al. è stata assorbita dalla Marr solo dal primo ottobre scorso. Una decisione che pone preoccupanti dubbi sulle prospettive future dello stabilimento di Elice. Prospettive che sono rese ancora più cupe dalla drastica diminuzione dei volumi di merce movimentati nello stabilimento in queste prime settimane di gestione della Marr».

Durante l’ultima assemblea dei lavoratori, riunitasi martedì scorso, i dipendenti hanno contestato il comportamento della ditta: «Durante l’incontro», dicono i sindacati, «è emerso il grave atteggiamento dell’azienda che, seppure non sia neppure iniziata la fase di consultazione sindacale, ha già messo in ferie forzate o escluso dalle nuove procedure aziendali una parte del personale, lasciando intendere di avere già individuato le persone in esubero e che saranno, almeno nelle intenzioni dell’azienda, oggetto di licenziamento di qui a poco».

Le tre segreterie, unitamente all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, «contestano e stigmatizzano l’atteggiamento dell’azienda che disattende i principi di correttezza e le norme di legge». Oggi ci sarà il primo incontro sindacale: i sindacati chiederanno «a quel tavolo di fare il possibile per evitare i licenziamenti, attraverso il ricorso a tutti gli strumenti che le norme mettono a disposizione. Per fare ciò», concludono, «bisognerà che l’azienda riconosca che i criteri di individuazione di eventuali esuberi sono quelli previsti dalla legge o dalla consultazione sindacale».