Esuberi Brioni, in 6 restano fuori E scattano i licenziamenti forzati

31 Gennaio 2023

Sono i lavoratori che non hanno accettato l’uscita volontaria in cambio di un incentivo di 14mila euro La procedura collettiva si è conclusa lo scorso 20 gennaio, dopo la proroga ottenuta dai sindacati

PENNE. Procedura di licenziamento forzata per 6 lavoratori Brioni.
L’azienda sartoriale vestina avrà 3 mesi di tempo per comunicare ed inviare ai diretti interessati la lettera di licenziamento. Il 20 gennaio scorso, infatti, è scaduta la procedura di non opposizione al licenziamento che era rimasta aperta per 15 lavoratori dei tre siti produttivi vestini. Di questi 15, solo 9 lavoratori, entro la data del 20 gennaio scorso, hanno accettato la non opposizione al licenziamento, con un incentivo economico di 14.250 euro. Inizialmente erano 24 i lavoratori in esubero, ma nella riunione del 29 dicembre scorso, dopo un’ampia e animata discussione negli uffici di Regione Abruzzo, alla presenza dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, erano state salvate 9 unità lavorative.
«Il 20 gennaio si è conclusa la fase della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda il 17 ottobre scorso», spiegano a titolo unitario i rappresentati sindacali di Filctem, Femca e Uiltec, Antonio Perseo, Stefano Di Crescenzo e Debora Del Fiacco.
«L'accordo siglato il 29 dicembre in Regione prolungava la procedura fino al 20 gennaio 2023 con la «non opposizione al licenziamento» per chi volontariamente avesse accettato il licenziamento a seguito di un incentivo entro quella data», chiariscono ancora i sindacati. Insomma per l'azienda erano 24 gli esuberi, e già portarli a 15 è stato un grande sforzo. Ora non ci sono più margini, la procedura è finita. Di certo si spera che il 2023 sia di tutt’altro tono rispetto all’anno precedente.
Nel quadro generale va considerato il fatto che, già a fine 2022, 235 operai hanno chiuso il proprio rapporto di lavoro con l’azienda sartoriale vestina, dopo aver sottoscritto l’accordo di uscita volontaria incentivata.
Oggi Brioni conta di una forza occupazionale di poco superiore alle 700 unità tra tutti e tre gli stabilimenti vestini: quello di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Dal 2009 a oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Dal 2016 al 2021 sono state avviate procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti e, nel 2020, il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale ha portato a una perdita salariale di circa 2.500 euro medie annuali.