Eternit gettato in strada Le imprese nel degrado

L’area artigianale di Montesilvano resta nell’incuria, protesta il Cipas Cocco: nessuno interviene in via Egitto. Fioriti: pronti a presentare un esposto
MONTESILVANO. Lastre di eternit abbandonate in strada, in via Egitto, tra le imprese di Montesilvano. La denuncia arriva da Pietro Cocco, dirigente regionale del Cipas-Ciis. Non solo allagamenti con il fiume Saline che esonda, gli imprenditori devono fare i conti anche con i rifiuti gettati. La presenza dell’eternit, spiega Cocci, è stata segnalata al Comune da tempo ma nessuno è intervenuto per rimuoverlo. «Da oltre un anno e mezzo le lastre di eternit fanno bella mostra lungo la strada comunale di via Egitto, nonostante le ripetute segnalazioni all’assessore competente e al sindaco», contesta il rappresentante del Cipas. «Alla fine di via Egitto, poi, c’è una rotonda dove l’erba alta non permette la visuale e viene tagliata solo dopo numerose sollecitazioni degli imprenditori. Ora incomincia a ricoprire anche le lastre di eternit».
Il dirigente regionale del Cipas-Ciis parla, inoltre, di un’altra criticità, in via Volga: «All’altezza del civico 41 vi è un terreno comunale ancora con erba alta, roditori di grossa misura e acqua piovana che ristagna, non essendoci tubature ad hoc. Che dire dei bambini che giocano nelle vicinanze e che possono ricevere danni seri da tutto questo degrado urbano?».
Sulla questione si è espresso anche Donato Fioriti, presidente di Contribuenti Abruzzo. «Riteniamo preoccupante quanto si sta registrando in via Egitto e via Volga», dichiara. «Non è difficile ipotizzare l’eventualità di un serio problema di carattere ambientale e legato alla sicurezza sanitaria dei cittadini, nonché un pessimo biglietto da visita in vista della stagione turistica. È evidente che le lastre di eternit rotte possono rilasciare nell’atmosfera micro particelle a impatto cancerogeno. Ci auguriamo che il sindaco, quale primo garante della salute dei cittadini di Montesilvano, a cui chiederemo a breve un incontro, faccia rimuovere l’eternit e bonificare le zone interessate. In mancanza, saremo costretti a presentare un esposto alla Asl, alla Regione Abruzzo, all’Arta e, infine, alla procura della Repubblica».
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