Evade col braccialetto elettronico

14 Luglio 2016

Bloccato 31enne che aveva picchiato la moglie davanti ai figli

PESCARA. A metà dicembre del 2014 era stato arrestato perché maltrattava la moglie e, dopo un periodo trascorso in carcere, era finito ai domiciliari, con il braccialetto elettronico. Nei giorni scorsi, però, se n'è disfatto ed è uscito di casa, infischiandosene del rischio che correva. È per questo che è finito di nuovo in cella, in applicazione di un provvedimento che aggrava la misura precedente degli arresti domiciliari.

Protagonista della fuga è un 31enne che il personale della squadra Volante, diretto da Dante Cosentino, ha bloccato il 13 dicembre 2014 in via Regina Margherita, mentre stava discutendo con la moglie davanti ai due figli, di 13 e 2 mesi. La lite è andata avanti in questura: mentre i bambini venivano accuditi dalla polizia, l'uomo ha continuato a inveire contro la donna e si è capito che al centro di tutto c'era il prezzo a cui vendere il metadone. I due nascondevano la sostanza nel carrozzino e altre confezioni sono state trovate a casa, insieme a un farmaco la cui vendita è vietata.

L'uomo non si è placato di fronte agli agenti. Anzi, ha minacciato di morte la donna e le ha lanciato contro il carrozzino, tanto era adirato. Il suo atteggiamento non era una novità, per la polizia, perché prima di questo episodio gli agenti erano intervenuti a casa dei due per sedare una lite. Ma la situazione non sembrava poi così grave. La verità è emersa solo quando la donna, oggi 42enne, ha raccontato e denunciato formalmente i maltrattamenti subiti, anche quando era incinta. Dalla lite al parco è scaturito l'arresto, poi la detenzione domiciliare, scattata a febbraio. Ma il 6 luglio il 31enne si è sbarazzato del braccialetto elettronico (che tiene sotto controllo alcune persone sottoposte ai domiciliari) e si è allontanato.

Raggiunta la sua abitazione, la Volante non lo ha trovato e ha segnalato l'evasione chiedendo l'aggravamento della misura cautelare, che è stata disposta dalla Corte d'Appello dell'Aquila. Nel frattempo, il 31enne si è costituito in carcere ed è tornato ai domiciliari, ma ora per lui si sono di nuovo aperte le porte della casa circondariale. (f.bu.)

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