Evade per comprare la cocaina: in carcere il rapinatore del market

FRANCAVILLA. È evaso più volte dai domiciliari, anche per andare a comprare cocaina. Valerio Palmitesta, 39 anni, finito nei guai per una tentata rapina a un supermercato, il furto dell’automobile...
FRANCAVILLA. È evaso più volte dai domiciliari, anche per andare a comprare cocaina. Valerio Palmitesta, 39 anni, finito nei guai per una tentata rapina a un supermercato, il furto dell’automobile della compagna e l’indebito utilizzo del bancomat di lei, è stato arrestato nuovamente dai carabinieri della stazione di Francavilla: ora si trova nel carcere di Madonna del Freddo. L’ordinanza di aggravamento della misura cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti Luca De Ninis.
In base alle accuse, il trentanovenne è entrato nel supermercato In’s di via Adriatica Nord nel tardo pomeriggio del 17 agosto: al momento di pagare, dopo aver simulato la volontà di acquistare una bottiglia d’acqua, ha tirato fuori un coltello da cucina e minacciato la cassiera con l’obiettivo di farsi consegnare l’incasso. A quel punto la dipendente, d’istinto, ha chiuso il registratore di cassa ed è rimasta come pietrificata. Il malvivente ha tentato di arrivare al denaro, senza però riuscirci: nel momento in cui si stavano avvicinando altre persone, ha deciso di allontanarsi e darsi alla fuga a bordo della Lancia Y di proprietà della convivente. Le indagini dei carabinieri sono scattate immediatamente. I militari dell’Arma hanno raccolto le testimonianze e visionato le immagini delle telecamere. Sono stati proprio i video del sistema di sorveglianza a incastrare il malvivente, che ha provato invano a non rendersi riconoscibile indossando un berretto. Dai successivi accertamenti è venuto fuori che il trentanovenne – sempre secondo l’accusa – si era impossessato anche del bancomat della compagna, con la quale aveva eseguito un corposo prelievo.
Lo scorso 27 agosto Palmitesta era finito ai domiciliari. Ma, in base a quanto rilevato dai militari dell’Arma, in più occasioni l’uomo si è allontanato dalla sua abitazione senza esserne autorizzato. In una circostanza, i carabinieri hanno anche accertato che il presunto rapinatore era uscito di casa per procurarsi sostanza stupefacente. Neppure il braccialetto elettronico, sempre in base alle accuse, è stato sufficiente per evitare il rischio di nuove evasioni. Così il giudice ha deciso di spedirlo in cella.
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