Evasione fiscale, assolto Vanni
Cadono le accuse contestate all’imprenditore di Martina Carburanti
PESCARA. Assolto da ogni accusa di frode fiscale l’attuale amministratore della società Martina Carburanti e Martina Gas, Antonio Vanni, che era finito sotto inchiesta per una presunta maxi evasione fiscale milionaria, insieme ad altri 27 indagati (tutti di fuori regione) che sono stati invece rinviati a giudizio e che verranno processati il 28 novembre prossimo davanti al giudice monocratico Angelozzi.
Difeso dagli avvocati Camillo e Goffredo Tatozzi, Vanni, davanti al gup Nicola Colantonio, ha scelto la via del rito abbreviato che si è concluso con l’assoluzione con la formula «perché il fatto non costituisce reato» e con la restituzione di tutti i beni sequestrati per un valore complessivo di 16 milioni. La pubblica accusa aveva chiesto invece la condanna a un anno e 8 mesi di reclusione e la confisca dei beni.
Le indagini svolte dalla guardia di finanza avevano evidenziato una presunta frode dell’Iva e quindi un’evasione fiscale che sfiorava i 18 milioni. Una indagine partita dal fatto che i prezzi di vendita applicati dalla Martina risultavano inferiori a quelli praticati all’ingrosso da alcune grandi compagnie nazionali, tutto supportato da ipotetiche false fatturazioni emesse da società “cartiere” come le definì la finanza. Ma i difensori hanno invece provato che il reato contestato non esiste e che per di più le società avevano pagato anche le accise, limitandosi a comprare il carburante da un fornitore privato più conveniente. I reati contestati si riferivano alle dichiarazioni dei redditi del 2015, 2016 e 2017.

