Eventi e ristoranti nei parchi: gestione ai privati per vent’anni

10 Settembre 2020

Fissate le norme per affidare le aree verdi del Comune a scuole, associazioni sportive e religiose Petrelli: «Accordo in commissione tra maggioranza e opposizione. Delibera al voto in consiglio»

PESCARA. Nuove regole sull’affidamento ai privati della gestione dei parchi comunali. La commissione Ambiente introduce la possibilità di assegnare per vent’anni le aree verdi anche a scuole, associazioni sportive e religiose: in cambio della possibilità di realizzare strutture mobili leggere, fino a 100 metri quadrati al posto degli attuali 32, all’interno delle quali organizzare eventi e attività compresa la ristorazione, gli affidatari dovranno provvedere alla manutenzione, alla pulizia quotidiana e all’apertura e alla chiusura dei cancelli dei parchi comunali che potranno rimanere aperti al pubblico dalle 6 alle 24.
«Le modifiche», spiega il presidente della commissione Ambiente Ivo Petrelli, «sono state concordate con tutti i componenti della commissione, maggioranza e opposizione. Saranno inserite in una proposta di delibera che disciplinerà i prossimi bandi per l’affidamento all’esterno degli spazi, che porteremo in consiglio comunale entro poche settimane».
Da alcuni anni gli uffici hanno provato ad affidare all’esterno la gestione dei parchi più grandi come il “Baden Powell” in via Raffaello, dove ci sono anche campi sportivi, il “Calipari’ in via Caduti di Nassiriya, il parco della Caserma Cocco, a Porta Nuova, tra pochi giorni, anche il nuovo parco dello Sport, in via Rigopiano. Ma la maggior parte dei bandi sono andati deserti oppure ci sono state rinunce poco dopo l’affidamento a causa dei costi di gestione troppo elevati. A oggi gli unici due casi di successo sono il parco di Villa de Riseis e di Villa Sabucchi, dove si trovano anche attività di ristorazione. «In commissione con gli uffici abbiamo esaminato la casistica», illustra Petrelli, «e cercato di capire cosa rendesse la gestione di un parco anti-economica per un privato. Abbiamo quindi riscritto l’articolo 13 del regolamento per la fruizione dei parchi, inerente le norme per l’affidamento all’esterno, sostituendo le attuali 31 righe con 4 pagine e 8 articoli di norme».
Le nuove norme stabiliscono di affidare la gestione non solo a onlus, enti no-profit, associazioni umanitarie, cooperative e ditte, ma anche ad associazioni sportive dilettantistiche, associazioni ed enti di promozione sociale, scuole e istituti comprensivi, enti di culto e imprese. Tra le novità introdotte c’è la durata della concessione che, da dieci anni, passa a un massimo di vent’anni. «La ragione è chiara», ribadisce il presidente Petrelli, «il Comune offre agli affidatari l’opportunità di realizzare strutture, chioschi o di eseguire opere migliorative che però hanno un costo che il realizzatore deve avere il tempo di ammortizzare, non certo per trarne un profitto, ma almeno per non essere in perdita e recuperare le spese sostenute. Un recupero che spesso non si riesce a chiudere entro la forbice dei 10 anni, mentre vent’anni danno una maggiore affidabilità». (y.g.)