Evviva, dieci anni senza fumo nei locali

L’entrata in vigore della legge Sirchia vietò le sigarette all’interno dei locali pubblici. E cambiò le abitudini degli italiani
PESCARA. Fuma venti, trenta sigarette al giorno e da quando nei ristoranti e nei locali non si fuma più non ha pensato per un secondo di smettere di fumare. Il gallerista Cesare Manzo non rinuncia a una Rothmans neanche quando fuori fa lu fredd e, così, quest’anno a Capodanno, come dice: «Sono morto di freddo pur di fumare». La legge Sirchia che ha vietato il fumo nei locali ha compiuto 10 anni ma non ha scoraggiato il gallerista facendolo diventare, anzi, ancora di più un incallito fumatore.
Manzo, quando si iniziò a parlare di vietare il fumo nei locali era a favore della legge?
«Sì, lo sono sempre stato e anche prima dell’entrata in vigore della legge Sirchia cercavo di uscire fuori a fumare perché ho sempre avuto rispetto per i non fumatori. Gli eccessi non mi piacciono e se a qualcuno dava fastidio, anche dieci anni fa, uscivo fuori con qualsiasi tempo».
Non preferiva fumare al caldo?
«Sì, è chiaro che preferivo fumare al caldo e per esempio quest’anno a Capodanno mi sono morto di freddo pur di fumare. Ma non c’è cosa più brutta di sentirsi dire da una persona: mi dà fastidio la sigaretta e quindi, anche prima della legge, se nel locale c’era troppa gente uscivo fuori, al freddo».
Quante sigarette fuma?
«Venti, trenta al giorno».
Con l’entrata in vigore della legge, ha diminuito?
«No, anzi, ho aumentato e dipende anche da quanto sono nervoso».
Ricorda l’ultima sigaretta all’interno?
«Sì, ero in un ristorante. Ma, ripeto, non ho fatto difficoltà perché era giusto non fumare più nei locali. Per esempio non sono di quelli che in aeroporto si infilano nella saletta fumatori dove l’aria è irrespirabile. In quel caso, rinuncio. Ma se nella mia galleria non c’è nessuno una sigaretta me l’accendo».
Se è a cena, esce fuori a fumare o rinuncia?
«Vado a fumare anche quando piove».
Ha pensato di smettere dopo il divieto?
«No, perché se mi vogliono far smettere di fumare non è con una legge più restrittiva che ci riescono. Anzi, nel mio caso, c’è stato l’effetto contrario: tu mi vieti di fumare e io fumo di più, perché il divieto fa venire ancora più voglia».
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