Ex arbitro muore a 44 anni:Loreto piange Stefano Pitocco

15 Settembre 2020

Era dipendente della Tavo Costruzioni, oggi alle 15 i funerali nella chiesa di San Pietro Apostolo Ha fischiato fino alla serie D. Il sindaco Starinieri: «Era gentile e capace, in campo come nella vita»

LORETO APRUTINO. Il triplice fischio sulla sua vita è arrivato troppo presto, lasciando nel dolore tutta la comunità di Loreto Aprutino e la sezione Aia di Pescara. È morto ieri a 44 anni, all’ospedale Santo Spirito di Pescara, dove era ricoverato a causa di una forma tumorale, Stefano Pitocco, appassionato di calcio, arbitro di calcio di Loreto Aprutino della sezione Aia-Figc di Pescara.
I funerali si terranno oggi, alle ore 15, nella chiesa di San Pietro Apostolo (capienza massima 110 persone) a Loreto Aprutino. Dopo aver frequentato l’istituto tecnico Guglielmo Marconi di Penne, ha iniziato subito a lavorare. Era dipendente e tecnico della Tavo Costruzioni. Ha iniziato la sua carriera da fischietto nel 1994 e si è tolto tante soddisfazioni arbitrando nel campionato regionale di Eccellenza e dal 2000, per molte stagioni, in serie D, prima di passare al ruolo di osservatore degli arbitri. Lascia la moglie Lucrezia, la mamma Franca, il fratello Matteo, e un vuoto grande in tutti coloro che hanno avuto il piacere di incontrarlo e incrociare il suo contagioso sorriso. In campo era come nella vita: gentile e capace.
«Dopo una gara diretta a Penne tra le formazioni Primavera di Pescara e Roma mi disse che un ragazzo avrebbe fatto molta strada: era Alberto Aquilani», ricorda il sindaco di Loreto Aprutino, Gabriele Starinieri. «L'intera comunità loretese si stringe al dolore che ha colpito la moglie Lucrezia e la famiglia Pitocco per la perdita del caro Stefano, una persona che si è sempre distinta per l'educazione, la gentilezza e la disponibilità nei confronti di tutti. Sono legato a Stefano da tanti ricordi, soprattutto di quei giorni che lo accompagnavo sui campi di calcio d'Abruzzo a dirigere le partite. Restavo sempre colpito dalla sua serenità, sia prima che dopo la gara», aggiunge il primo cittadino ricordando il giovane fischietto loretese.
«Mi piace ricordare Stefano per il suo immancabile sorriso, che regnava sulla sua bocca sempre e comunque. Lo ringrazio a nome mio personale, come amico e come presidente, a nome della sezione intera, per il ricordo che ci ha lasciato e che continuerà a vivere nei nostri cuori e nelle nostre azioni quotidiane» commenta il presidente Aia della sezione di Pescara, Francesco Di Censo.
«Stefano è sempre stato un esempio di disponibilità, educazione e competenza. Con poche parole miti e sagge trasferiva ai giovani, e non solo, l'entusiasmo e la personalità che con scarpette, fischietto e cartellini faceva librare sui campi di tutta Italia. Anche da osservatore, nonostante la malattia che lo condizionava da tempo», ha detto ancora Di Censo, «non si tirava mai indietro per andare a formare i giovani arbitri».
«A Stefano va la gratitudine e la riconoscenza della sua sezione e di tutto il movimento arbitrale che gli ha voluto e gli vorrà sempre un mondo di bene», ha concluso il presidente Aia sezione di Pescara, Francesco Di Censo.
Anche chi è cresciuto con Stefano Pitocco, non ha potuto fare a meno di ricordare la bella persona che è stata. «Abbiamo passato la gioventù insieme. Aveva solo un anno meno di me», ricorda Antonello Delle Monache, presidente onorario della Asd Loreto Aprutino. «Ricordo le giornate intere in via Gramsci prima e poi all’ex stazione a giocare. Un ragazzo serio, umile, sempre con il sorriso. Sono vicino ai suoi cari», ha detto addolorato Delle Monache.
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