Ex Cir, gli operai in strada per la cassa integrazione
La fabbrica di rimorchi a Tocco da Casauria, il 31 luglio finiscono le commesse e gli ammortizzatori sociali. Allarme dei sindacati: la Regione eviti i licenziamenti
TOCCO DA CASAURIA. Torna la mobilitazione operaia alla fabbrica di rimorchi di contrada Ceppeto che da poco, con l’acquisto di un ramo d’azienda da parte della industria metalmeccanica polacca Wielton, ha cambiato di nuovo nome: da Compagnia italiana rimorchi (Cir) è diventata solo Italiana rimorchi (Ir), con amministratore delegato Andrea Bettini. Oggi davanti ai cancelli si riuniranno i circa 30 dipendenti attualmente in forza alla fabbrica (chiamati tra i 170 cassintegrati) per fare il punto della situazione sulla produzione e assumere decisioni da proporre per l’eventuale prosecuzione del rapporto di lavoro oltre il prossimo 31 luglio.
«A quella data», spiega il sindacalista della Fiom-Cgil Gino Marinucci, «scadrà il programma produttivo con il completamento delle commesse ricevute. Contestualmente finirà anche la cassa integrazione guadagni (Cig) concessa lo scorso anno. Potrebbe essere la fine, del resto annunciata, di una realtà lavorativa e produttiva che è stata per anni la speranza del lavoro in Val Pescara, un lavoro qualificato, che mandava avanti un’industria moderna dotata di macchinari, attrezzature e processi produttivi all’avanguardia che solo la crisi dei mercati internazionali ha ridotto ai minimi termini. Per tentare di evitare questa irreparabile situazione, i lavoratori proporranno al ministero dell’Industria la concessione di altri 6 mesi di cassa integrazione, nella prospettiva», prosegue il sindacalista, «che entro fine anno si possano ottenere altre commesse e sperare che qualcosa possa cambiare».
Al momento nello stabilimento si lavora solo sul montaggio dei pezzi che arrivano come prodotti finiti dalla Polonia. Gli impianti, compreso quello di verniciatura, a Tocco sono ormai fermi e inutilizzati. «In discussione», dice Marinucci, «ci sarà anche la preparazione di un incontro in Regione con il vice presidente e assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli al quale chiederemo di farsi interprete delle nostre preoccupazioni e di essere da supporto al ministero affinché ci possa accordare la proroga della cassa integrazione. Al contrario», conclude Marinucci, «fra due mesi ci sarà il totale licenziamento con messa in mobilità di tutte le maestranze e la fine di ogni progetto».
Parallelamente, il commissario del tribunale di Verona (sede legale della Cir) Roberto Maria Rubini che ha mediato l’accordo preventivo per la messa in liquidazione della Cir, dovrà nominare un perito liquidatore per concludere il procedimento con creditori e lavoratori.
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