«Ex commessa, a 51 anni non trovo lavoro»

25 Luglio 2018

Montesilvano. Separata, con un figlio, la donna da due mesi aspetta l’aiuto del Comune per le bollette

MONTESILVANO. «Io e mio figlio rischiamo di rimanere senza luce e senza gas per colpa dei tempi burocratici troppo lunghi del Comune».
È il grido d’allarme di M.Z., 51enne disoccupata di Montesilvano e madre di un ragazzo di 23 anni anche lui senza lavoro, che nei mesi scorsi si è rivolta all’Azienda speciale per chiedere un aiuto al Pronto intervento sociale (Pis) per il pagamento delle bollette, e che ora invece rischia il distacco delle utenze. «Purtroppo da un paio di anni la nostra vita è cambiata e siamo passati dalle stelle alle stalle», confessa la donna, raccontando le ragioni dei suoi problemi economici.
«Sono divorziata da anni e il mio ex marito non è mai stato affidabile nel pagamento degli alimenti. Ma prima avevo un lavoro, facevo la commessa in un negozio di abbigliamento che purtroppo però ha chiuso. Da allora sono rimasta senza lavoro e, nonostante cerchi qualsiasi tipo di impiego, non è facile trovarne uno». Fino a due anni fa M. Z. e suo figlio potevano contare sull’aiuto del nonno paterno del ragazzo che li aiutava economicamente. «Mio suocero, che mi ha sempre trattato come una figlia, è morto e per me è stata una doppia tragedia». Da quel momento la 51enne e suo figlio, che ha dovuto abbandonare l’università di Giurisprudenza e rimboccarsi le maniche per contribuire alle spese domestiche, hanno iniziato ad avere difficoltà sempre maggiori.
«Ho fatto causa al mio ex marito e ora ha ricominciato a pagare 600 euro al mese, ma ne versiamo 450 per il mutuo e quindi vivere in due con 150 euro. È impossibile». A rendere tutto più complicato, un lavoro di 6 mesi del giovane che, oltre a non essergli stato retribuito con regolarità, ha impedito alla famiglia di beneficiare del Reddito di inclusione. «Nonostante le difficoltà non ho mai chiesto aiuto al Comune e ho rifiutato anche di prendere i pacchi con gli alimenti che mi sarebbero spettati, perché ci sono i miei genitori che una volta a settimana mi fanno la spesa», prosegue. «Ho preferito lasciarli a qualcuno che ha più bisogno di noi. Mi sono rivolta solo una volta all’Azienda Speciale per il pagamento di una bolletta di circa 180 euro, un anno fa, che poi è stata pagata dal parroco della chiesa di Sant’Antonio per mezzo del Pis».
Qualche mese fa, tuttavia, M.Z. è stata costretta a rivolgersi per la seconda volta al Comune. «Pensavo che il mio ex marito provvedesse regolarmente al pagamento dell’acqua e invece ci è arrivata una bolletta di 700 euro. Mi hanno detto che l’acqua, pur essendo un bene primario, non è tra le utenze su cui il Pis può intervenire, così ho chiesto aiuto per due bollette di luce e gas per un totale di circa 100 euro. Ma sono passati già due mesi e mi hanno detto che il prossimo tavolo si riunirà il 20 agosto, quindi fra un mese. Nel frattempo non sappiamo come fare, rischiamo di ritrovarci senza luce e gas». (a.l.)
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