Ex discarica di Villa Carmine Tre ipotesi per la bonifica

13 Settembre 2020

L’Arta: 300mila metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi scaricati sul terreno senza protezioni Ma il finanziamento regionale per mettere in sicurezza il sito Saline-Alento è stato sospeso 

MONTESILVANO. È una relazione che mette i brividi, quella redatta a luglio scorso dall’Arta e rimessa alla Regione Abruzzo in merito alla pericolosità ambientale dell’ex discarica di Villa Carmine. A distanza di 50 anni dalla sua nascita totalmente casuale e a 20 dalla sua dismissione, la “bomba ecologica” di Montesilvano, alta 27 metri e composta da 300 mila metri cubi di rifiuti, anche speciali e pericolosi, scaricati sul terreno senza alcuna protezione, continua a rappresentare una grave minaccia per la salute dell’ambiente e degli abitanti della città adriatica.
Come emerge dal documento, infatti, nonostante alcuni interventi tampone, il percolato e i metalli contenuti al suo interno continuano a penetrare nel terreno e a minacciare le falde acquifere e il fiume Saline che corre al fianco della discarica, così come la collina di rifiuti rischia di collassare sul bacino fluviale per via dell’erosione delle sponde. Ma c’è di più: il biogas che si sprigiona dalla discarica, evidente dai rigonfiamenti presenti sulla copertura verde impermeabile (a sua volta danneggiata in più punti), potrebbe dar vita a un incendio che rappresenterebbe un disastro ambientale di enormi dimensioni, considerando anche la vicinanza con le abitazioni del quartiere Villa Carmine. Eppure, nonostante questo, la messa in sicurezza del sito e la sua bonifica definitiva sembrano allontanarsi sempre di più.
Nel corso dell’estate, la giunta regionale ha deliberato la sospensione del 93% dei fondi previsti dal Masterplan nel 2016 e dedicati, tra l’altro, alla messa in sicurezza del sito “Saline-Alento” (9.300.000 euro) perché gli interventi risultano privi «di progettazione esecutiva» e «con un basso livello di progettazione», rinviando tutto alla futura programmazione.
Intanto, i tecnici incaricati dall’Arap per elaborare soluzioni al problema dell’ex discarica hanno rimesso una relazione che si compone di tre ipotesi: la delocalizzazione definitiva dei rifiuti, per un costo di 30,3 milioni di euro; il “landfill mining”, ossia l’eliminazione parziale tramite un impianto di trattamento realizzato nelle vicinanze (15 milioni di euro + 7 milioni all’anno); l’incapsulamento dei rifiuti con paratie di betonite (12,7 milioni di euro). Ed è proprio per riaccendere i riflettori sul problema, per sollecitare le amministrazioni e per informare la cittadinanza sulle novità in materia, che ieri mattina il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, affiancato dagli amministratori comunali dem Romina Di Costanzo e Antonio Saccone e dal rappresentante dell’associazione AnnoZero Alessio Pisciella, ha tenuto una conferenza in Comune a Montesilvano. «Oggi accendiamo un allarme rosso», ha evidenziato Blasioli, «che riguarda la sospensione del finanziamento, il perdurante inquinamento del fiume e del mare e la mancanza di misure di messa in sicurezza di emergenza (barrieramento idraulico), il pericolo di crollo dell’accumulo dei rifiuti e l’inquinamento da biogas, la possibile scelta di sistemi di bonifica definitiva al ribasso per la carenza di fondi necessari, la mancanza di partecipazione pubblica alla fase di scelta del modello definitivo di bonifica. A fronte di tutto questo chiediamo alla Regione Abruzzo di mettere immediatamente a disposizione le somme necessarie per la messa in sicurezza di emergenza, di porre fine al perdurare dell’inquinamento della falda, del fiume e del mare e al rischio che la collina di rifiuti crolli, ripristinando i finanziamenti sospesi e aggiungendo poste perché si arrivi alle cifre che consentano la bonifica».
Gli amministratori del Pd chiedono, inoltre, che Arap segua le indicazioni di Arta, commissionando un ulteriore approfondimento, ma soprattutto auspicano «una responsabilizzazione che si ottiene con una maggiore trasparenza: del Comune di Montesilvano che fino a oggi è rimasto silente, dei cittadini e associazioni e che tutti insieme si richieda alla Regione Abruzzo il ripristino immediato dello stanziamento iniziale e l’aumento di risorse per arrivare alla definitiva delocalizzazione dei rifiuti dal sito di Villa Carmine di Montesilvano».
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