Ex discarica, lavori da 7 anni e non sono ancora finiti

7 Dicembre 2014

Sopralluogo a Villa Carmine, attesa per le analisi dell’Arta e del Mario Negri Sud Cozzi: la copertura dei rifiuti procede spedita. Mazzocca: tutto sotto controllo

MONTESILVANO. Sono in corso dal 2008 e non sono ancora finiti ma, dice l’assessore all’Ambiente Valter Cozzi, che i lavori per la messa in sicurezza dell’ex discarica di Villa Carmine «procedono in maniera spedita». Venerdì mattina, Cozzi ha effettuato un sopralluogo all’ex discarica da 300 mila metri cubi a picco sul fiume Saline, al quale hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, il commissario per la discarica Domenico Orlando, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, il dirigente comunale ai Lavori pubblici Gianfranco Niccolò e il tecnico Giuseppe Maggiore. L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sugli interventi già effettuati e stilare un cronoprogramma di quanto ancora da compiere per bonificare la zona in cui sorge la montagna artificiale proprio di fianco al fiume Saline. Ad illustrare la situazione è stato il commissario Orlando - il cui mandato è in scadenza al 25 dicembre prossimo - annunciando che a giorni verranno resi noti i risultati delle analisi condotte dall’Arta e dal Mario Negri Sud e che, in un secondo momento, verrà affidato l’incarico a un geologo per la caratterizzazione anche della parte della discarica che ad oggi è ancora scoperta, cioè non dotata della membrana impermeabile anti percolato che verrà installata già nelle prossime settimane.

L’avvio dell’intervento di copertura dell’ex discarica, una bomba ecologica, risale in realtà a quasi 8 anni fa. Era il marzo del 2008 quando, durante l’amministrazione Cordoma, l’allora assessore ai Servizi Ferdinando Di Giacomo annunciò l’acquisto dei teli di plastica ignifuga, necessari a isolare il terreno dalle infiltrazioni di percolato, attraverso 400 mila euro di fondi ottenuti dalla precedente amministrazione. «L’obiettivo», spiegava l’allora assessore, «è eliminare i rifiuti, magari trasportandoli nella discarica di Collecorvino». Tre anni dopo, però, il Ministero ha deciso per il commissariamento del sito prima dichiarato di interesse nazionale (Sin) e poi declassato a sito di interesse regionale (Sir). Ma a oggi la collina di rifiuti è ancora al suo posto mentre parte della copertura si è strappata e la mancata manutenzione degli argini del fiume ha eroso una porzione di strada avvicinando pericolosamente il corso dell’acqua ai piedi della discarica, come più volte segnalato dalle associazioni ambientaliste e dagli attivisti di Rifondazione comunista.

A minimizzazione sulla situazione sembra, tuttavia, il commissario ad acta: «Una volta condotte tutte le analisi», ha spiegato Orlando, «potremmo avviare un’ultima fase che ci consentirà entro marzo/aprile di consegnare un progetto preliminare. Nel frattempo, entro il 25 dicembre, consegnerò a Regione e Comune una relazione delle attività degli ultimi sei mesi».

A parlare dei passi successivi è stato, invece, l’assessore Mazzocca. «Questo sopralluogo era in programma da tempo», ha commentato, «ma abbiamo ritenuto opportuno attendere il momento più adeguato sulla base degli studi e degli approfondimenti che si stanno completando. La situazione che abbiamo constatato mi sembra perfettamente sotto controllo. Gli enti coinvolti hanno sino ad oggi fatto tutto quanto in loro potere. Quando in primavera ci verrà consegnato il progetto preliminare», ha aggiunto, «sarà nostra cura coinvolgere il ministero dell’Ambiente così da far inserire il sito della ex discarica nell’ambito dei loro finanziamenti».

A dichiararsi «soddisfatto» dell’esito del sopralluogo è stato, infine, l’assessore Cozzi: «I lavori per la messa in sicurezza», ha evidenziato, «procedono speditamente e questo ci fa ben sperare per il suo futuro recupero. Ora stiamo valutando di emettere un’ordinanza per interdire completamente l’accesso al sito se non a persone strettamente autorizzate». La zona è, infatti, scenario di frequenti scarichi abusivi che negli anni hanno contribuito all’inquinamento del fiume Saline. «Inoltre», ha concluso, «la Regione ha mostrato la sua piena collaborazione per proseguire nell’iter di riqualificazione dell’area».

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