Ex Fea, sparano fuochi sotto il tetto crollato

1 Settembre 2026

Il consigliere Blasioli (Pd) denuncia: «La Regione deve riprendere l’area ed eseguire la bonifica»

PESCARA. Nonostante le ripetute segnalazioni e richieste di intervento, la messa in sicurezza dell’ex Fea sul lungomare Matteotti è in una situazione di stallo. Questo immobilismo persiste anche dopo il sopralluogo del 7 agosto scorso, in cui la Asl di Pescara ha riscontrato gravi criticità, esortando Comune e Regione ad avviare urgenti opere di bonifica e ripristino igienico-sanitario. Al contrario, la situazione si fa ancora più rischiosa: il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) ha denunciato l’esplosione di fuochi d’artificio proprio nella notte tra il 27 e 28 agosto scorso all’interno della zona interessata dal crollo del tetto. «Chiediamo al Comune di emettere un’ordinanza urgente e di agire in danno qualora la società concessionaria o la Regione non provvedano a quanto richiesto», ha dichiarato il consigliere regionale.

«Se è vero che l’area è in concessione alla Fea srl, è altrettanto vero che esiste un contenzioso dinanzi al Tar in merito al progetto presentato dalla società e approvato dal Comune con delibera numero 48 del 2024». E prosegue: «I costi della bonifica dell’area dagli idrocarburi – inquinamento non causato da Fea srl, che ha comunque eseguito le misure di messa in sicurezza di emergenza – costituiscono un elemento in grado di squilibrare il rapporto contrattuale. La Regione dovrebbe quindi riprendere l’area, eseguire la bonifica e decidere insieme alla cittadinanza cosa fare di quello spazio». Blasioli inoltre, il 2 luglio scorso, ha inviato una lettera alla società che ha in concessione il bene di proprietà della Regione senza ricevere però alcun riscontro, tanto che «dopo un mese ho scritto al Comune, Regione e Asl di Pescara».

L’azienda sanitaria si è nel frattempo attivata: l’Ufficio Igiene, in data 7 agosto, ha realizzato un sopralluogo e cinque giorni dopo, il 12 agosto, ha confermato in una nota tutte le nostre preoccupazioni chiedendo al Comune, al servizio Pubblica incolumità e alla Regione di procedere con gli interventi necessari. La Asl ha avuto infatti modo di constatare: folta vegetazione all’interno, che fuoriesce sia dalla parte superiore sia da quella inferiore delle mura, condizioni di incuria, cancelli ossidati, persiani rotte sul lato mare, rifiuti di varia natura e all’interno una struttura in mattoni ammalorata e con porte divelte. «Queste operazioni avrebbero dovuto essere seguite entro 5 giorni ma ad oggi, quando sono ormai trascorsi 19 giorni, nulla si è mosso».

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