Ex fidanzate perseguitate, due arresti

21 Ottobre 2023

Finiscono nei guai un 48enne e un 24enne per le minacce gravi e reiterate alle donne dopo la fine delle loro relazioni

PESCARA. «Ti ammazzo, ti sgrano, ti faccio male, ti crepo, ti aspetto, la paghi per tutto». Sono alcune delle minacce, gravi e reiterate, rivolte alla ex compagna tramite messaggio da un 48enne, ora finito agli arresti per stalking. Dopo la fine della relazione, avvenuta nel luglio scorso, l’uomo ha messo in atto una serie di atti persecutori nei confronti della donna che diceva di amare, ricostruiti dai carabinieri della Stazione di Pescara Scalo coordinati dal capitano Giovanni Rolando.
Al centro degli episodi di violenza, una gelosia morbosa e ossessiva che ha portato il 48enne a inviare alla ex messaggi a raffica in cui minacciava di farla fuori, a pedinarla sia a piedi e sia in auto e infine a esplosioni di crudeltà immotivata: prima il danneggiamento dell’auto che la donna aveva parcheggiato sotto casa, poi la targa staccata con forza dal mezzo, il nome rimosso dalla cassetta della posta e, infine, la serratura del portone d’ingresso danneggiata.
In base alla ricostruzione dei carabinieri, i comportamenti ossessivi del 48enne sono andati avanti da aprile a luglio scorso. Come si legge nell’ordinanza emessa dal giudice, lo stalker oltre a eseguire controlli all’interno dell’abitazione e dell’auto della donna, in sua assenza «rovistava ovunque per gelosia ossessiva anche su capi intimi e con modalità umilianti». Dopo la fine della loro relazione, inoltre, l’uomo dal mese di luglio e fino a qualche giorno prima di finire in carcere si è presentato più volte sotto l’abitazione della vittima, in più occasioni anche di notte, e ha continuato a inviarle numerosi messaggi minacciosi. Di qui la decisione di arrestarlo per mettere fine alle pene della donna.
Per un reato di stalking analogo è finito nei guai anche un giovane di 24 anni, sempre di Pescara. Dopo aver violato il divieto di avvicinamento alla ex, la squadra Volante della questura coordinata dal dirigente Pierpaolo Varrasso ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara. La misura cautelare costituisce un aggravamento di quella del divieto di avvicinamento alla vittima, eseguita nel settembre scorso al termine di una meticolosa attività investigativa avviata quando la giovane ha trovato il coraggio di denunciare ai poliziotti le violenze subite dall’ex fidanzato. In più occasioni, infatti, era stata aggredita e minacciata dal 24enne. Dopo un breve periodo di separazione, la donna aveva deciso di dare un’altra possibilità al compagno che, però, non ha mai smesso di essere violento. La relazione è stata quindi nuovamente interrotta, ma il 24enne, non rassegnatosi alla fine del rapporto, ha tentato di contattare l’ex fidanzata e si è presentato più volte sotto casa. Nonostante l’emissione della misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa, l’attività persecutoria è quindi continuata nel tempo, con molteplici reiterazioni. Per queste ragioni, «considerate le ripetute violazioni al precedente provvedimento cautelare», il giudice ha disposto l’aggravamento della misura e per l’indagato si sono spalancate le porte del carcere.