Ex fonderia, bonifica mai partita

Sambuceto, solo carte dopo 7 anni di verifiche. Nessuno toglie l’amianto
SAN GIOVANNI TEATINO. A un mese dalla scadenza del termine di un anno concesso dalla Asl, nell’aprile scorso, per bonificare l'ex fonderia Di Nicola, in pieno centro urbano a Sambuceto, tutto tace sulla rimozione delle lastre di amianto deteriorato presenti nell’opificio dismesso da oltre 15 anni, diventato discarica a cielo aperto di rifiuti pericolosi. In via Mazzini, non vi è traccia, a oggi, delle operazioni di smantellamento delle vecchie coperture e dei manufatti in eternit. Diversi gli enti e le istituzioni, dal Tribunale di Chieti al Comune di San Giovanni Teatino, dalla Asl all'Arta, intervenuti sin dal 2010, chiamati in causa per pareri, indagini, analisi, sopralluoghi, procedimenti penali e civili, perizie e controperizie. A oggi c'è una montagna di carte, ma al di là della citazione a giudizio del titolare della Master building Sardinia, società proprietaria del sito, non è dato sapere se la bonifica si farà, se quindi il cemento-amianto sarà rimosso o no. Eppure, vigeva una clausola quando l'ex fonderia fu messa all'asta dopo il fallimento della vecchia gestione. Vincolo che impegnava l’acquirente a ripristinare, previa asportazione dei materiali nocivi, la sicurezza dei luoghi. Ed è sul mancato rispetto di quella clausola che ruota il procedimento penale che si discuterà in prima udienza il 27 marzo al tribunale di Chieti.
La presenza di sostanze e materiali tossici nell'ex fonderia era stata accertata nel 2010 con una perizia disposta dallo stesso tribunale. Con una nota diramata nei mesi scorsi, l'amministrazione municipale aveva comunicato di aver tenuto una conferenza dei servizi, il 22 luglio 2016, con la partecipazione di tutti gli attori interessati, e di aver concordato una tempistica per la rimozione dell'eternit, da farsi entro aprile 2017.
Non è chiaro, a questo punto, cosa farà l'ente nel caso in cui la proprietà, nelle prossime settimane, non dovesse risanare l'area. Sull'ex fonderia è più volte intervenuto il M5s che ieri è tornato sull'argomento: «Non risulta che il Comune abbia adottato atti sulla bonifica, a oggi siamo purtroppo spettatori inermi della vicenda. Il Comune, alla data odierna, non è costituito parte civile nel procedimento penale contro la proprietà. Per ciò che concerne il procedimento civile, risulta che il Comune si è opposto a una nuova perizia chiesta da un cittadino per meglio approfondire il livello di inquinamento del terreno».
Gabriella Di Lorito
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