Ex precari della Provincia, ora la Corte dei conti chiede i danni

Irregolari le proroghe ai contratti a termine, due dirigenti chiamati a risarcire 13mila euro Il procedimento riguarda solo una dei 57 ex dipendenti: adesso il caso si potrebbe allargare
PESCARA . Per quasi 10 anni, alla Provincia di Pescara, c’è stato un «uso distorto» e «abusivo» dei contratti di lavoro a termine. Il caso dei precari storici della Provincia, un caso che ha coinvolto 57 ex dipendenti e che è rimbalzato fino alla Corte di Cassazione con la condanna della Provincia al risarcimento, si arricchisce di un altro capitolo: è un atto di citazione della procura regionale della Corte dei Conti. La magistratura contabile addossa tutta la responsabilità di quei contratti irregolari a due dirigenti provinciali: Nicoletta Bucco e Antonio Forese sono chiamati a risarcire 13mila euro, 8.600 euro la prima e 4.400 il secondo.
Al termine di un contenzioso durato 12 anni, gli ex dipendenti hanno ottenuto il rimborso di 10 mensilità, più gli interessi e la rivalutazione monetaria, oltre al saldo delle spese legali: in 56, che sognavano il posto fisso e che invece furono messi alla porta nel 2010 dopo proroghe su proroghe nonostante le rassicurazioni dei politici, si sono mossi con un’azione collettiva, mentre una dipendente, la 57esima, è andata avanti da sola. E proprio questo caso ha innescato il procedimento della Corte dei Conti, un caso singolo che però potrebbe allargarsi: il 6 febbraio è in programma un’udienza; nel frattempo, i dirigenti possono presentare memorie.
Secondo l’atto di citazione della Corte dei Conti, i due dirigenti avrebbero potuto e dovuto evitare quei contratti a tempo determinato prorogati di volta in volta alla dipendente: «Le condotte risultano contraddistinte, sotto il profilo psicologico, dalla presenza del dolo, inteso come consapevole omissione di ogni verifica della conformità dei contratti di lavoro alle disposizioni normative imperative e relative all’assunzione di personale». Secondo la procura della Corte dei conti, non è importante che i dirigenti abbiano eseguito le direttive della politica, a partire dalla giunta provinciale: «L’avvocato Bucco e il dottor Forese, dunque, nel loro ruolo di dirigenti della Provincia avevano il dovere di agire in conformità con la disciplina vigente, assicurando la piena legittimità del proprio operato e, più generale, garantendo la legalità della complessiva azione amministrativa, rilevando i profili di illegittimità collegati alla propria azione, anche nell’ipotesi in cui tale azione fosse connessa ad atti assunti da altri organi». Quei contratti equivalevano a un posto fisso e non tamponavano situazioni temporanee o di emergenza e la Provincia ha abusato di contratti a tempo. Il documento parla di «grave e oggettiva violazione delle norme che disciplinano la legittima assunzione di personale da parte della pubblica amministrazione. Tale circostanza connota l’agire dei convenuti come gravemente colposo».
L’atto di citazione della Corte dei Conti prende in esame il caso di una ex dipendente. Ma ci sarebbe anche un altro procedimento aperto d’ufficio: il riconoscimento delle mensilità arretrate ai 56 dipendenti che si sono mossi collettivamente è avvenuto come debito fuori bilancio avallato dal consiglio provinciale. Proprio per questo, la Corte dei conti ha già chiesto alla Provincia informazioni su questo esborso che, spalmato in diversi anni, si aggira intorno a un milione di euro.
La Corte dei conti ora dice che, anziché alimentare dieci anni di precariato, alla Provincia si poteva fare qualcosa di diverso: «L’irregolarità dei contratti non può venire meno neppure nell’ipotesi in cui l’uso comunque distorto dello strumento sia stato astrattamente volto a realizzare un servizio, sicuramente utile e indifferibile, a vantaggio della collettività. Non emerge, infatti, in alcun modo che durante il lungo periodo di interesse di tale uso distorto dello strumento del contratto di lavoro a termine, fosse l’unica modalità possibile per garantire la realizzazione del servizio, né risulta che siano stati concretamente individuati o proposte visto dalla parte di contenuti, altre modalità conforme alla legge».

