Fa paura il voto a ottobre Piazza Affari va giù del 2%

30 Maggio 2017

Maglia nera fra le Borse europee, banche e assicurazioni nel mirino. Spread a 188 Il nodo della legge di Bilancio anticipata, 15 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva

ANSA. Piazza Affari sente le fibrillazioni della politica e il listino con un calo del 2%, decisamente più vistoso delle altre Borse europee, sembra temere le elezioni anticipate. Anche lo spread chiude a 188 punti, in rialzo. I mercati guardano all'ipotesi di un ricorso alle urne già ad ottobre, con tempi che sembrano fare lo sgambetto alle scadenze per la messa a punto della legge di Bilancio. Sul tappeto c'è l’obbligo di trovare almeno 15 miliardi, per sminare gli aumenti dell’Iva. L'incrocio tra urne e conti pubblici è delicatissimo, difficile da realizzare, ma è già accaduto che per mettere in sicurezza il bilancio, il Parlamento abbia accelerato con ritmi da primato. C'è un precedente: nell'autunno 2011, complice uno spread record, il Parlamento mise il turbo. Tra il 14 ottobre e il 12 novembre approvò quella che allora si chiamava Legge di Stabilità, presentata dal governo uscentedi Berlusconi. Dopo un mese, il 22 dicembre, arrivò il via libera per il draconiano decreto «Salva Italia» messo a punto in pochi giorni e presentato il 4 dicembre precedente dall'esecutivo Monti.
Ma la Legge di Bilancio non è un provvedimento qualsiasi. Segue precise regole, con un'agenda tecnica incomprimibile: prima il Parlamento deve approvare l'assestamento dell'anno in corso e, insieme, il rendiconto dell'anno precedente. Poi vanno messe a punto le stime macroeconomiche (l'assestamento del Def) e il Budgetary Plan che sintetizza i contenuti delle misure per il confronto con la Commissione Europea. A questo si aggiunge la valenza politica della legge: disattivare l'Iva richiede tagli di spesa e una riduzione di agevolazioni fiscali per 15 miliardi, tre volte di più della manovrina ora all'esame delle Camere.
Temi incandescenti da affrontare durante una campagna elettorale. Inoltre, il governo ha ipotizzato interventi per il rilancio dell'economia, con un taglio del cuneo fiscale e un occhio all'occupazione: insomma altre risorse da trovare.
Anche il passaggio da una legislatura ad un'altra ha un calendario difficile da compattare: tra lo scioglimento delle Camere e l'arrivo del nuovo governo passano settimane: servono per l'insediamento del nuovo Parlamento, la formazione dei gruppi parlamentari, l'elezione dei presidenti e l'avvio delle consultazioni. Il Parlamento è però strumento istituzionale in grado di adattarsi ai tempi della politica. Anche perché, in caso contrario, il rischio è che venga superata la scadenza del 31 dicembre: scatterebbe l'esercizio provvisorio rendendo inevitabile l'aumento dell'Iva e il contingentamento mensile della spesa pubblica, che sarebbe divisa in dodicesimi. Con le elezioni nell'aria, qualcuno guarda al precedente del passaggio di testimone Monti-Berlusconi, con una Legge di Bilancio veloce, da approvare prima delle urne, che salvaguardi i conti e smini l'Iva. Il nuovo governo dovrebbe ricalibrare le misure. Possibile però anche il contrario: prima un decreto salva-conti e poi la legge di bilancio. Ma c'è una importante differenza. Non solo per lo spread, a 574 punti il 9 novembre 2011 e ora sotto lo scudo della Bce. Ma anche perché allora le consegne furono velocissime. L'ok alla Legge di Stabilità ci fu il 12 novembre, il 13 l'incarico a Monti e il 18 la fiducia. Ora si navigherebbe con due sicure incertezze: i tempi dell'insediamento parlamentare e l'imprevedibilità propria di una contesa elettorale.