Fabbriche finanziate dallo Stato per la produzione di mascherine

27 Aprile 2020

Tre sono le abruzzesi, due ampliano gli stabilimenti e una lo riconverte: oltre 20mila pezzi al giorno Altre due aziende in attesa del via libera. Domande aperte, il mutuo può trasformarsi a fondo perduto 

PESCARA. Ci sono tre aziende dell’Abruzzo tra le 106 ammesse agli incentivi del Cura Italia, la misura governativa che con una dotazione di 50 milioni favorisce la produzione di mascherine e altri dispositivi medici e di protezione individuale. Aziende che hanno il compito di incrementare la dotazione di dispositivi di protezione per lo Stato italiano: finora possono produrre oltre 3 milioni 84mila 650 mascherine al giorno.
CHI SONO. Si tratta dell’Adria Med di Tocco da Casauria, della Bond Factory di Chieti Scalo e della Ctexperise di Mosciano Sant’Angelo. Le prime due hanno presentato progetti di ampliamento degli stabilimenti. L’Adria Med ha ottenuto finanziamenti per 405mila euro su un investimento di 540mila. Per la Bond Factory il finanziamento è stato di 195mila euro su un investimento di 260mila. La Ctexperise ha invece annunciato la riconversione del sito ottenendo un finanziamento di 270mila 900 euro con un investimento di 361mila 200 euro. La Bond Factory di Chieti Scalo, specializzata in capi di abbigliamento di alta moda completamente termosaldati, realizzerà abbigliamento e dispositivi di protezione per medici e infermieri: tute, cuffie, copricalzari e camici chirurgici. Circa 5.500 pezzi al giorno. La Ctexperise, azienda partecipata dalla Regione Abruzzo, conta di produrre 15mila pezzi al giorno su tre nuove linee produttive per mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3 standard e innovative; realizzerà anche filtri autopulenti per condizionatori, sale operatorie e zone di terapia intensiva ad alto rischio batterico e virale. Anche l’Adriamed, specializzata nella produzione di dispositivi medici monouso e nel servizio di sterilizzazione a ossido di etilene, produrrà protezioni individuali.
UN PO’ DI NUMERI. L’Abruzzo, finora, è stato ammesso da Invitalia a un investimento per complessivi 1 milione 916 mila euro. Altre due aziende della regione sono state ammesse ai contributi per la produzione di mascherine e sono in attesa del definitivo via libera. In Italia, dei 106 progetti finora approvati, 67 provengono da imprese che hanno deciso di riconvertire gli stabilimenti e 39 prevedono ampliamenti. Le domande respinte sono state 260. Gli investimenti complessivi superano i 48 milioni di euro, mentre le agevolazioni concesse arrivano a 36 milioni di euro. La Lombardia è al momento la regione con il maggior numero di domande approvate, 16, seguita dalla Toscana con 13 e da Emilia Romagna e Campania con 11. Tra le aziende che hanno chiesto gli incentivi solo il 23% appartiene al settore delle apparecchiature mediche e dei dispositivi sanitari. Negli altri casi le domande provengono dal comparto tessile e moda (26%), manifattura e artigianato (23%), chimica e farmaceutica (14%), servizi e ICT (8%). Le imprese finora ammesse ai finanziamenti possono produrre a regime, ogni giorno 3 milioni di mascherine chirurgiche, 357.000 di tipo FFP2, 475.000 di tipo FFP3, 800.000 soluzioni disinfettanti, 34.000 dispositivi di protezione oculare, 29.000 sovrascarpe, 32.000 cuffie, 17.000 tute di protezione, 34.000 camici chirurgici, 30.000 kit diagnostici, 180 sistemi di respirazione assistita e 960.000 attrezzature di supporto.
IL PROGETTO. A poco più di un mese dalla partenza, lo scorso 26 marzo, sono giunte a Invitalia 635 domande di finanziamento da tutte le aree del Paese, valutate con un iter semplificato per accelerare i tempi. E le richieste continuano ad arrivare, anche dall’Abruzzo. Per le imprese che fanno domanda è previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni. Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento: 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni; 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni; 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA