Faccia a faccia tra Pettinari e gli abusivi: subito gli sfratti
Il consigliere regionale M5S torna nel rione con il Tricolore e si appella a Regione e Ater: alloggi a chi è in graduatoria
PESCARA. Li ha guardati in faccia e li ha affrontati, alcuni di quegli occupanti abusivi delle case popolari contro cui combatte da anni. Ha detto loro, il consigliere del M5s Domenico Pettinari, tornato ieri in via Rigopiano con una schiera di cittadini, politici e associazioni al suo fianco, che è «illegale ciò che fanno, che sono atti di prepotenza che devono essere puniti secondo la legge».
Dalla coppia che ha sfondato i muri e gira col macchinone, si è sentito rispondere: «Abbiamo 5 figli, non possiamo stare per strada». Un confronto faccia a faccia, ma con toni pacati. Con la bandiera tricolore stretta nella mano sinistra, Pettinari ha esordito: «Il tricolore rappresenta lo Stato e lo Stato oggi è tra la gente di via Rigopiano. Questa è una guerra dei cittadini onesti contro i delinquenti che controllano i quartieri tra spaccio e prepotenze. Siamo qui per chiedere al nuovo governo regionale di allontanare gli abusivi e ripristinare la legalità. Qui, ma anche a Rancitelli, San Donato, Fontanelle e a Montesilvano in via Lazio e in via Rimini, bombe sociali destinate a esplodere. Noi, dai banchi dell’opposizione, stiamo facendo la nostra parte. Diamo ai nuovi arrivati in Regione, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, un mese di tempo per sgomberare gli alloggi occupati senza titolo, e abusivi, e riassegnare le case alle 750 persone in attesa, altrimenti porteremo la città in strada».
È stato un mezzogiorno di fuoco, quello di ieri mattina, per Pettinari tornato in uno dei rioni “caldi” della città, nei palazzoni ammuffiti, che cascano a pezzi, tra via Rigopiano e via Passo della Portella, ad un tiro di schioppo dall’ospedale. Si è fermato nel cortile interno del rione dove, oltre a spaccio, soprusi ai danni degli assegnatari “regolari” degli alloggi dell’Ater e blitz delle forze dell’ordine c’è stato anche un accoltellamento, nei mesi scorsi. Anche ieri c’erano le volanti e gli agenti della polizia, a presidio di uno dei fortini della malavita cittadina, tra i «più pericolosi» ma anche, con otto telecamere accese, tra i più controllati.
Pettinari, sempre stretto al tricolore, ha tenuto una protesta pacifica attorniato dalla pasionaria del quartiere Lara Membrino, presidente di “Una mano per via Rigopiano” e i membri delle associazioni che combattono le medesime battaglie nelle altre zone difficili, Nello Raspa di “Insieme per Fontanelle” e Mario Lufino per San Donato e rappresentanti del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo, Gabriele Straccini ed Erika Alessandrini. Intorno, donne e mamme disperate: «Non ce la facciamo più a vivere nella paura, continuamente minacciate. Neppure negli scantinati possiamo andare, invasi da immondizia e cianfrusaglie».
Alcune hanno deciso che cambieranno indirizzo e città. Ha sciorinato numeri, Pettinari: «Delle 80 famiglie presenti nel rione, il 40% non ne ha diritto. E gli assegnatari regolari pagano pochi euro di affitto e 300-400 euro per luce e gas frutto di allacci abusivi. Chiediamo che Regione e Ater intervengano per programmare gli sfratti che devono avvenire contestualmente alla riassegnazione degli alloggi ai 750 in graduatoria. E che nessuno dica che non ci sono fondi, basta con le bugie». Pettinari chiede, infine, un «presidio fisso delle forze dell’ordine in ogni quartiere».
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