Facciate degli edifici deteriorate: scattano le multe fino a 1.200 euro

22 Settembre 2021

Ordinanza del Comune colpisce i proprietari dei palazzi della città che versano in cattive condizioni Chi non provvede al rifacimento degli esterni e degli infissi danneggiati rischia sanzioni e denunce

PESCARA. Brutte notizie per i proprietari di abitazioni e palazzi che versano in cattive condizioni. Un’ordinanza emanata ieri dal Comune costringe tutti i cittadini che posseggono un immobile deteriorato a ristrutturarlo al più presto. In caso contrario, rischieranno multe salatissime e persino denunce penali.
LE MULTE. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di assicurare non solo il decoro urbano, ma anche mettere in sicurezza quegli edifici che risultano in pessime condizioni. L’ordinanza, la prima di questo genere, indica una serie di casi per cui è necessario intervenire per rendere più bella e attraente la città, non solo in centro, ma anche in periferia. I trasgressori rischieranno multe da 200 fino a 1.200 euro.
GLI OBBLIGHI. L’ordinanza riguarda i proprietari, i titolari di diritti reali di godimento, i conduttori di immobili presenti su tutto il territorio comunale. Questi avranno l’obbligo di predisporre il rifacimento delle facciate degli edifici, o delle parti deteriorate di essi e dei relativi balconi «il cui degrado», si legge nel provvedimento, «arrechi pregiudizio all’incolumità delle persone per il rischio attuale di cedimenti di parti di essi».
Poi, dovranno provvedere alla sostituzione degli infissi danneggiati «prospicienti la pubblica via o luoghi di transito e sosta di pedoni e mezzi, nonché all’eliminazione di staffe, tasselli, che per le loro caratteristiche intrinseche di sporgenza e altezza possano arrecare pericolo alla pubblica incolumità».
Non è finita qui. I proprietari dovranno anche provvedere alla cancellazione delle scritte sui muri esterni visibili dalla pubblica via e dovranno tenere ordinate e pulite le aree private visibili dagli spazi pubblici. L’ordinanza prosegue. Si dovrà «garantire un’adeguata e sicura chiusura degli immobili inutilizzati, pulire le saracinesche e le soglie, togliere i rifiuti accumulati e gettati attraverso gli interstizi dei serramenti». Si dovranno sostituire «i pluviali, le tubature e gli altri elementi esterni danneggiati prospicienti la pubblica via che possano arrecare pericolo all’incolumità pubblica e alla sicurezza urbana». E ancora: si dovranno eliminare o coprire cavi, centraline, nicchie con contatori correlati alla rete idrica, elettrica o telefonica dismessi e/o non conformi alle norme di sicurezza. Infine, si dovranno coprire le vetrine dei locali inutilizzati, «attraverso modalità e materiali tali da rispettare il decoro estetico delle vie e comunque si dovranno tenere pulite le vetrine conservandole libere da affissioni, manifesti, volantini, fogli di giornali. Si dovranno anche rimuovere le insegne degli esercizi per cessata attività».
I CONTROLLI. I proprietari dovranno dimostrare di aver attivato le procedure per l’adempimento degli obblighi, previsti nell’ordinanza, entro due mesi dalla pubblicazione del provvedimento «procedendo alle attività di ripristino a loro cura e spese». «Nel caso risulti necessario», si legge ancora, «l’amministrazione comunale potrà dare corso all’intervento sostitutivo con rivalsa delle spese sui soggetti inadempienti». I vigili urbani e la polizia giudiziaria sono incaricati di vigilare sull’osservanza dell’ordinanza e di contestare le violazioni accertate.
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