Falegname muore nel sonno a 37 anni

Giuseppe Leonetti, di Cappelle sul Tavo, si era trasferito in Spagna due anni fa per lavoro. Già eseguita l’autopsia
CAPPELLE SUL TAVO. A trovarlo è stato il suo coinquilino, che non aveva sue notizie dalla sera prima. Giuseppe Leonetti, 37 anni, originario di Cappelle sul Tavo, era a letto, senza vita, nella sua abitazione di Ibiza. Giuseppe, falegname appassionato di barche, era riuscito a trasformare la sua passione in una professione, e circa due anni si era trasferito sull’isola catalana dove aveva trovato lavoro. Era uno dei tanti giovani costretti a lasciare l’Italia, alla ricerca di un futuro, quel futuro che il suo Paese non gli ha saputo dare. A Ibiza, infatti, era stato assunto da una società che si occupa di falegnameria sulle imbarcazioni. Era felice della vita che si era costruito, non aveva legami sentimentali, e viveva la sua giovinezza in maniera serena. Venerdì sera ha salutato l’amico, che lavorava per la stessa azienda, e si è messo a letto. Sabato mattina, contrariamente alle sue abitudini, non si è alzato per recarsi al lavoro. Una circostanza che ha insospettito il collega, il quale dopo aver aspettato un po’ ha deciso di entrare nella camera in cui dormiva Giuseppe. Lui era a letto, senza vita. L’autopsia disposta dalle autorità spagnole ha accertato che il decesso del giovane è da ricondurre a un’insufficienza respiratoria. «Praticamente», spiega la sorella Valeria, «si è addormentato e non si è più svegliato». Sul corpo, riferisce ancora la giovane donna, non sono state riscontrate tracce di violenza, e gli esami tossicologici eseguiti hanno dato tutti esito negativo. Per tutti questi motivi le autorità spagnole non hanno aperto alcuna inchiesta, e sono in corso i preparativi per il rientro della salma in Italia, ma da quello che si apprende ci vorranno ancora dei giorni. Oltre a Valeria, Giuseppe lascia la mamma Giuliana, il papà Giovanni, lo zio Marcello e un nipote di 13 anni, figlio della sorella.
«Era un ragazzo buono, onesto, lavoratore», dice Valeria, «e con un gran cuore». (a.bag)
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