Falsa infermiera dal gup, la Asl parte civile
PESCARA. Truffa e falso: sono le accuse contestate alla presunta falsa infermiera scoperta circa un anno fa dai carabinieri del Nas di Pescara. I militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità erano...
PESCARA. Truffa e falso: sono le accuse contestate alla presunta falsa infermiera scoperta circa un anno fa dai carabinieri del Nas di Pescara. I militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità erano arrivati a lei a seguito delle segnalazioni del collegio degli infermieri, l’Ipasvi, e in particolare di un collega infermiere che si sarebbe accorto che la donna non era neanche capace di fare i prelievi di sangue.
Ieri mattina, l'imputata, una pescarese di 50anni, è comparsa per la prima volta davanti alla giudice per le udienze preliminari Antonella Di Carlo. La Asl di Pescara, tramite l'avvocato Giovanni Mangia, si è costituita parte civile. I fatti risalgono all'estate 2017. Secondo l'accusa, la donna, mediante «artifici e raggiri», avrebbe «indotto in errore i responsabili dell'agenzia di lavoro Manpower srl e i competenti uffici della asl in merito ai titoli professionali di cui era in possesso», procurandosi «l'ingiusto profitto derivante dall'espletamento dell'attività di infermiera professionale, qualifica in verità non posseduta, presso il reparto di Cardiologia dell'ospedale di Pescara». La falsa infermiera avrebbe lavorato solo per alcune settimane, dopodiché, quando è stata scoperta, è stata costretta ad interrompere l’attività. Dalle indagini, è emerso sostanzialmente che avrebbe attestato falsamente di aver conseguito il diploma di laurea in Infermieristica e di essere iscritta al relativo albo. Anche l'agenzia di lavoro Manpower si è costituita parte civile. Il difensore dell'imputata ha chiesto per la sua assistita l'istituto della messa alla prova. Se la giudice Di Carlo dovesse rigettare tale richiesta, dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio la 50enne.
Si torna in aula il prossimo 21 giugno. (m.v.)

