Falso dentista smascherato dai Nas Scatta la denuncia, chiuso lo studio

Il finto professionista non aveva i titoli per lavorare e si faceva ospitare in una struttura regolare Il caso scoperto dopo la segnalazione di un paziente: operato dall’uomo, ha riportato delle lesioni
PESCARA. Il progetto era quello di farsi curare all’estero, per risparmiare sulle cure dentali. Poi, però, un paziente ha acconsentito a sottoporsi alle prestazioni odontoiatriche in uno studio di Pescara ma i risultati sono stati pessimi. La conseguenza è stata una querela che ha portato i carabinieri del Nas a scoprire un odontoiatria abusivo, poi denunciato, mentre lo studio che lo ha ospitato in città, non suo, è stato sottoposto a sequestro, con la denuncia del direttore sanitario.
La vicenda su cui hanno indagato i carabinieri del Nas di Pescara, coordinati dal tenente colonnello Domenico Candelli, prende spunto dalle vicissitudini di un uomo - non abruzzese - che aveva progettato di curarsi all’estero, verosimilmente per spendere meno, uno dei tanti fruitori del cosiddetto “turismo odontoiatrico”. L’uomo si è messo in contatto con un odontoiatra, o presunto tale, che lo ha convocato a Pescara per una visita preliminare. Presentandosi all’appuntamento l’uomo si è affidato all’odontoiatra che ha deciso di eseguire l’intervento direttamente nel capoluogo adriatico ma le cure non sono state risolutive, anzi.
Il paziente ha riportato delle lesioni e ha deciso di far valere le proprie ragioni, presentando una querela. Ha spiegato come sono andate le cose e gli uomini dell’Arma hanno avviato le indagini, coordinati dal sostituto procuratore Andrea Papalia. Un po’ per volta è emerso che le condizioni per eseguire quell’intervento non c’erano perché l’odontoiatra, in sostanza, non aveva titolo per iscriversi all’Ordine eppure svolgeva la professione e si appoggiava a uno studio assolutamente regolare, a Pescara, che comunque gli ha aperto le porte.
La denuncia per esercizio abusivo della professione è scattata sia per l’odontoiatra che non avrebbe potuto svolgere l’attività sia per il direttore sanitario della struttura che lo ha accolto, uno studio dentistico dove lavorano anche altri professionisti.
I militari del Nas hanno anche sequestrato l’intero immobile dove è accaduto tutto, cioè la sede dello studio pescarese, il cui valore ammonta a circa un milione di euro. (f.bu.)

