Falso grafologo, in 3 vogliono i danni

Udienza rinviata al 3 novembre, il consulente ha chiesto il rito abbreviato
PESCARA. Ha chiesto di essere ammesso a giudizio abbreviato il consulente del Tribunale di Pescara che, per l’accusa, «avrebbe attestato falsamente davanti ai giudici e ai pubblici ministeri di essere grafologo forense e di possedere tutti i requisiti per l’iscrizione all’albo dei consulenti e periti presso la Camera di Commercio di Pescara». In sede di udienza preliminare dinanzi al gup Mariacarla Sacco, si sono costituite tre parti civili per chiedere il risarcimento dei danni subiti, derivanti da quanto attestato nelle perizie riconducibili all’uomo.
L’udienza, una volta ammessa la costituzione delle parti civili, è stata rinviata al 3 novembre.
La vicenda nasce a seguito degli accertamenti effettuati dagli avvocati Tania Mantero Mortillaro e Alessandro Ridolfi sulla sussistenza della qualifica di grafologo forense vantata da un consulente tecnico d’ufficio nel proprio curriculum, depositato in una consulenza finalizzata alla verifica della veridicità di una sottoscrizione in materia di forniture edili. In un primo momento Mantero Mortillaro si è rivolta proprio al consulente per sapere dove avrebbe ottenuto le qualifiche di grafologo, dottore, docente in grafologia giudiziaria e pedagagica, dopodiché si è rivolta alla Camera di Commercio per avere informazioni e quindi ha presentato una denuncia sollecitando il presidente del Tribunale di Pescara, Giuseppe Antonio Cassano. È stato quindi aperto il procedimento penale a carico dell’uomo e nel corso dell’udienza preliminare dei giorni scorsi si sono costituite tre parti civili, ritenendo che sia stato leso il diritto costituzionalmente protetto delle parti al giusto processo, laddove il provvedimento del giudice si è basato esclusivamente sulla bontà delle conclusioni peritali, che si presumono affidabili, fino a prova contraria, «sia per la particolare competenza di cui il perito si deve presumere fornito, sia per l’impegno di correttezza, lealtà e imparzialità assunto dal perito all’atto del conferimento e dell’accettazione dell’incarico».
Il perito non avrebbe conseguito alcun titolo di studio in grafologia, non sarebbe laureato né avrebbe conseguito il titolo in dottore in grafologia e, in ogni caso, non avrebbe completato un percorso formativo. L’esposto che lo riguarda chiedeva di fare luce sulle sue «credenziali» ma lui stesso non sarebbe stato in grado di fare piena chiarezza sul proprio percorso formativo.
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