Famiglie in difficoltà: spesa con i punti per duemila persone

Emporio della solidarietà: nel 2020 clienti quadruplicati E l’amministrazione comunale dona buoni per 14mila euro
MONTESILVANO. Il Covid ha quadruplicato il numero delle famiglie in difficoltà economica che sono costrette a rivolgersi all’emporio della solidarietà per gli acquisti alimentari. È il dato che emerge dal bilancio tracciato dalla Caritas di Pescara-Penne, che gestisce la Casa della solidarietà, in corso Umberto 658 dove, oltre al “supermercato a punti”, trova spazio anche la mensa dei poveri.
Nel 2020 sono state 524 le tessere emesse per l’utilizzo dell’emporio, per un totale di 1.886 montesilvanesi assistiti. Si tratta di un numero importante di utenti che, stando a quanto riferito dal direttore della Caritas Corrado De Dominicis, è praticamente quadruplicato rispetto al 2019 (anche se l’aumento è calcolato prendendo il dato aggregato di Pescara e Montesilvano). Sempre nel primo anno della pandemia, invece, sono stati complessivamente 9.452 i pasti serviti nella mensa dei poveri, aperta ogni giorno a pranzo, dal lunedì al venerdì. In questo caso, sono mediamente 60 le persone assistite durante l’anno, che scendono a una trentina di utenti in questo periodo per via del Ramadan. È proprio per far fronte a questa grave emergenza alimentare che l’amministrazione comunale ha donato 14.000 euro di buoni spesa (11.100 dal Comune e 3.650 dall’Azienda Speciale) all’emporio della solidarietà, un servizio che si regge quasi esclusivamente sulla generosità di persone e aziende.
Per conoscere nel dettaglio il funzionamento di questo servizio, ieri pomeriggio l’assessore alle politiche sociali Sandra Santavenere, accompagnata dal sindaco Ottavio De Martinis, dal direttore De Dominicis e dal responsabile della struttura, Attilio Toriello, ha fatto un sopralluogo in corso Umberto. «Sono rimasta molto colpita dalla Casa della Solidarietà», commenta Santavenere. «Un plauso alla rete di solidarietà che si è sviluppata tra Comune, Caritas e territorio, quest’ultimo inteso come aziende private e famiglie che sostengono la struttura».
L’emporio è aperto due pomeriggi a settimana, il mercoledì e il venerdì, dalle 16 alle 18.30, e consente agli utenti di fare la spesa come in un normale supermercato, ma utilizzando una tessera a punti per il pagamento. «Durante il primo colloquio», riferiscono i responsabili della Caritas, «non ci limitiamo a verificare l’Isee, ma valutiamo le singole situazioni per regolarci di conseguenza. A ogni utente viene assegnato un quantitativo di punti mensili, che può variare dai 300 per una persona sola a 1.500 punti per una famiglia». A ogni prodotto dell’emporio viene poi assegnato un prezzo a punti, ad esempio 8 punti per il latte, 10 per l’olio, 6 per la pasta, 25 per un deodorante o 100 per la carne. Più che una semplice forma di assistenzialismo, quello attivato dalla Caritas per ogni utente è un percorso di accompagnamento volto a limitare gli sprechi alimentari, aiutando gli utenti a gestire i propri punti, ma soprattutto di reinserimento sociale e lavorativo. Per mandare avanti i due servizi, la Caritas si avvale della preziosa collaborazione di circa 45 volontari. Ma le forze e gli aiuti non sono mai troppi. Per questo, chiunque volesse fare delle donazioni o diventare volontario può scrivere a volontariato@caritaspescara.it o chiamare il 3389011334.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

