«Famiglie in sofferenza, tanti scelgono la spesa»

2 Novembre 2022

PESCARA. Corrado De Domincis, direttore della Caritas di Pescara-Penne e delegato della Caritas Abruzzo-Molise, parla di «fatica» delle famiglie, usa la parola «sofferenza» applicata alle necessità...

PESCARA. Corrado De Domincis, direttore della Caritas di Pescara-Penne e delegato della Caritas Abruzzo-Molise, parla di «fatica» delle famiglie, usa la parola «sofferenza» applicata alle necessità quotidiane e prevede che, nei prossimi mesi, «non andrà meglio»: «Siamo consapevoli», dice, «che, con l’inverno, ci sarà una maggiore necessità di sostenere le famiglie. Anzi, potrebbero esserci anche persone in più da aiutare». In questo scenario di emergenza una multa può essere la goccia che fa traboccare il vaso: «Non riuscire a pagare una multa riflette la fatica di essere ottemperanti rispetto alle incombenze quotidiane», dice De Dominicis, «perché se una famiglia si trova a scegliere se pagare una contravvenzione o fare la spesa perché il frigo è vuoto, magari, farà la spesa. Posso capire questa difficoltà».
La riflessione di De Dominicis arriva dopo la presentazione del rapporto della Caritas su povertà ed esclusione sociale: «Dalla ricerca emerge come ci sia stato un incremento del 7,7 % di persone in Italia che si sono rivolte alla Caritas. Nelle famiglie si assiste a una fatica quotidiana anche rispetto alle cose più semplici: utenze domestiche, la spesa, le multe, ma un dato che deve farci stare attenti è il risparmio nelle spese sanitarie. Quando non si riesce più a fare fronte alle visite e agli esami medici, quando si ha poco potere di acquisto per tutelare la salute, allora è un segnale di grande sofferenza». Il guaio di questa crisi, spiega De Dominicis, è che «i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e la differenza tende ad allargarsi. Succede, quindi, che anche la classe media si ritrovi improvvisamente in difficoltà». Il rapporto della Caritas rivela che la povertà è intergenerazionale: «Una famiglia in situazione di povertà ha bisogno di 5 generazioni per raggiungere un livello di reddito medio. È l’ereditarietà della povertà». Ma, secondo la Caritas, una via d’uscita c’è: «Bisogna intervenire sul costo del lavoro», osserva De Dominicis, «serve una detassazione a favore delle aziende che incentivi i datori di lavoro ad assumere ma che poi si ritrovi sostanziosa nelle buste paga dei dipendenti. È il famoso taglio del cuneo fiscale. E poi», continua De Dominicis, «c’è bisogno di lavorare anche dal punto di vista di interventi di sostegno che non siano soltanto bonus per l’energia e la benzina: i bonus sono soluzioni tampone mentre serve un progetto a lungo termine con investimenti magari sulle comunità energetiche per la creazione di gruppi di acquisto di energia capaci di sostenere chi è in difficoltà».
La Caritas auspica anche un cambio culturale: «Bisogna tornare a uno spirito di condivisione». Lo Stato deve fare la sua parte aiutando le persone fragili, dice De Dominicis, ma «anche i cittadini devono vivere con maggiore consapevolezza questo tempo presente e affrontarne le sfide riscoprire la sobrietà e lo spirito di comunità».(p.l.)