Fanny Di Blasio, ingresso vietato alle mamme

22 Marzo 2016

Provvedimento del preside impedisce alle madri degli alunni di entrare in classe per depositare attrezzature didattiche e carta: «Materiali che compriamo noi»

MONTESILVANO. Libri, bottiglie d'acqua, carta igienica, risme di carta, nastro adesivo: tutto quel che occorre agli alunni della scuola elementare Donnina Fanny Di Blasio, per fare colazione e per le lezioni in classe, deve essere depositato fuori dai cancelli dell'istituto di piazza Diaz nel rispetto dell'ordinanza emanata dal preside Nino Traini che vieta l'ingresso delle mamme nelle aule scolastiche.

«Ogni mattina, dal 14 marzo scorso, giorno dell'entrata in vigore del provvedimento del dirigente scolastico» spiegano le madri, che da settimane chiedono l'allontanamento di una insegnante accusata di maltrattamenti ai bimbi, «siamo costrette a lasciare il materiale fuori dai cancelli (abbiamo persino trasportato un carico di 46 libri) e aspettare, dopo aver suonato il campanello, che i bidelli vengano a ritirare i pacchi di oggetti che, peraltro, la scuola dovrebbe fornire ma che invece paghiamo di tasca nostra».

Al danno, la beffa. I genitori degli studenti hanno dovuto creare un fondo cassa per l'acquisto di articoli di cancelleria e per la toilette: « Dobbiamo affrontare spese che non ci competono e non ci fanno neppure entrare a scuola»protestano le madri, ormai un centinaio, in lotta per ottenere il trasferimento ad altro incarico della maestra contestata, «veniamo trattate come criminali soltanto perché portiamo avanti una battaglia per la serenità dei nostri figli. A noi è vietato di attraversare i cancelli della scuola che invece rimangono aperti fino a tarda mattinata, alla mercè di chiunque».

Il provvedimento del preside del comprensivo Troiano Delfico, giustificato proprio «garantire un sereno svolgimento delle attività didattiche», dispone anche che «i bambini vengano lasciati fuori dai cancelli, dove all'orario di ingresso c'è un collaboratore scolastico che vigila sull'entrata degli alunni». Altra imposizione che fa infuriare le mamme, le quali, non possono «neppure telefonare o incontrare le maestre per chiedere notizie dei bambini, a meno che essi non si sentano male e abbiamo bisogno di cure mediche».

Una guerra dei nervi tra la dirigenza scolastica e le famiglie che «fa malissimo soprattutto ai nostri figli, dei quali nessuno si preoccupa».

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