Fari accesi su abusi e spiagge libere su tutto il litorale

23 Giugno 2016

Sopralluogo della commissione vigilanza mette in luce situazioni critiche per i titolari di due stabilimenti balneari

MONTESILVANO. Riflettori accesi sui presunti abusi compiuti dagli stabilimenti balneari nella rimodulazione delle concessioni prevista dal piano demaniale marittimo comunale approvato nel 2013. Dopo un sopralluogo effettuato a fine maggio da alcuni amministratori e dal dirigente municipale Valerio Mergiotti, la questione è approdata questa settimana sui banchi della commissione vigilanza, che è intenzionata a far luce sulla vicenda.

Tutto nasce dall’approvazione del piano demaniale 2013 che, negli anni passati, ha imposto a diversi titolari di concessioni montesilvanesi una traslazione, verso sud o verso nord, a seconda dei casi, volta all’ottimizzazione delle spiagge libere esistenti. Obiettivo della rimodulazione: accorpare alcuni tratti di arenile libero per avere meno tratti senza concessioni ma più ampi.

Alla vigilia della stagione balneare, però, gli stabilimenti Luna Rossa e Bagni Luca hanno presentato al Comune una richiesta di deroga per ottenere l’autorizzazione a rimanere nello stesso spazio occupato in passato, per una questione di manufatti già realizzati. Da qui il sopralluogo promosso dal presidente della commissione vigilanza, Anthony Aliano che, in particolare nel caso di Luna Rossa, ha accertato non solo un abuso già commesso, dal momento che gli ombrelloni erano stati già posizionati prima dell’autorizzazione comunale, ma anche l’installazione della passerella per l’accesso al mare non nel tratto di competenza della concessione, come prevede la legge, ma utilizzando la spiaggia libera, in cambio di un servizio di salvataggio non espletato.

«Come se non bastasse», spiega Aliano, «lo stesso balneatore ha realizzato un campo da beach volley sempre sulla spiaggia libera, sulla base di un’autorizzazione ottenuta nel 2015, mai riconfermata nell’anno in corso. L’assurdità è che il Comune non solo non punisce l’abuso, ma premia chi lo commette regalando un tratto di spiaggia libera al balneatore che in questo modo ha la possibilità, preclusa ad altri, di realizzare un servizio aggiuntivo, senza dover rinunciare a parte degli ombrelloni».

Al vaglio anche la posizione di Bagni Luca che avrebbe chiesto la deroga al Comune poiché, in caso di traslazione, sarebbe costretto a rinunciare ad alcune file di ombrelloni dal momento che lo stabilimento farebbe ombra alla spiaggia. «Per valutare tali situazioni», aggiunge Aliano, «abbiamo deciso di trasmettere gli atti all’ufficio abusivismo per il conseguente inoltro alla guardia costiera». Sarà la stessa Capitaneria di porto a dover valutare se gli altri stabilimenti abbiano rispettato le indicazioni previste dal piano demaniale. Sempre in tema di stabilimenti balneari, Aliano aggiunge: «Gli stabilimenti che non offrono servizio di intrattenimento notturno stile Pescara, ma, al contrario, rimangono addirittura chiusi contribuendo con il loro atteggiamento passivo al degrado stradale (vedi prostituzione), non meritano alcun privilegio».

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