Farindola, il Comune chiama un avvocato per difendersi
FARINDOLA. «Abbiamo perso padri, fratelli, figli, amici. Abbiamo perso un pezzo di cuore, la famiglia di Rigopiano, formata da ragazzi straordinari che condividevano lo stesso sogno e lo stavano...
FARINDOLA. «Abbiamo perso padri, fratelli, figli, amici. Abbiamo perso un pezzo di cuore, la famiglia di Rigopiano, formata da ragazzi straordinari che condividevano lo stesso sogno e lo stavano realizzando. Il papà di questa famiglia, Roberto, è morto insieme agli altri lottando fino all’ultimo contro una natura selvaggia e contro un territorio che non aveva nulla da offrire se non la sua amena bellezza». Con queste parole, ieri sera, in un consiglio straordinario, sentito e partecipato anche con tanti cittadini, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta ha parlato della tragedia di Rigopiano. Un consiglio nel quale è stata votata la nomina di un legale a difesa dell’onorabilità del Comune di Farindola, della sua comunità e di tutti i cittadini. Alla votazione non hanno preso parte i membri d’opposizione Marco Camplese e Marina Cirone, mentre il sindaco Lacchetta si è astenuto per rispetto delle indagini in corso.
Due sono le intenzioni del consiglio comunale: trovare i colpevoli della tragedia di Rigopiano e tutelare l’immagine di comunità e cittadini. «Una valanga spaventosa, dalla portata di 4 mila tir, ha spazzato via 120 ettari di bosco e travolto il Gran Sasso Resort. Rigopiano non c’è più. La valanga ha portato via sogni, speranze, progetti di un’intera comunità», ha detto ancora commosso Lacchetta. «È necessario», si è stabilito nel documento che avrà immediata eseguibilità, «intraprendere tutte quelle azioni che consentano adeguatamente di tutelare l’interesse pubblico e in particolare quello della comunità farindolese, di accertare la verità giudiziale e le responsabilità dei singoli e che tutto sia condotto con doverosa imparzialità e con il più ampio fronte di indagini».
Sabato prossimo, intanto, alle 19,30, messa in ricordo delle 29 vittime al palasport di Penne, luogo simbolo di attesa e speranza durante i giorni dei soccorsi e dell’emergenza, con l’arcivescovo Tommaso Valentinetti.

