Farmacia, nessuna offerta dai privati per la gestione

30 Settembre 2015

È andato deserto il bando dell’amministrazione Maragno scaduto lunedì che prevede di dare in concessione un servizio deficitario per le casse comunali

MONTESILVANO. Fumata nera per l’affidamento della gestione della farmacia comunale di Montesilvano. La gara indetta nei mesi scorsi dagli uffici del settore amministrativo, dopo la decisione del Consiglio comunale di affidare il servizio a un privato, è andata deserta.

Alla scadenza dell’avviso pubblico, indicata per lunedì 28 settembre, alle ore 13, nessun plico è arrivato in piazza Diaz per cui il dirigente Alfonso Melchiorre, nella seduta pubblica in programma ieri mattina alle 9,30, ha dichiarato «deserta» la gara. Nessuno sembra dunque interessato alla gestione della farmacia, che finora ha rappresentato per il Comune di Montesilvano un vero e proprio salasso, causa i conti in rosso degli ultimi dieci anni. L'attività di viale Aldo Moro, che ha aperto i battenti nel 2005, ha registrato infatti una passività complessiva, tra il 2005 e il 2014, di ben 720 mila euro, come risulta dai bilanci dell’Azienda Speciale che si occupa della gestione del servizio.

Un’emorragia inarrestabile che, in tempi di spending review e di tagli da parte del governo centrale, rappresentava un ramo secco da tagliare il più presto possibile. Almeno per la giunta Maragno, che ha proposto di privatizzare la gestione della farmacia, per una durata di almeno 9 anni, ricevendo il disco verde dell’assemblea comunale nel marzo scorso. Decisione che tuttavia ha sollevato non poche polemiche, soprattutto da parte delle minoranze che, prima del nulla osta della maggioranza, avevano avanzato una serie di ipotesi per cercare di ripianare i conti della farmacia, e di evitare così la consegna del servizio nelle mani di un privato.

Tra queste, a esempio, c’è il trasferimento dell’attività nelle vicinanze del costruendo distretto sanitario di base di via Di Vittorio, in modo da ampliare il bacino di utenti, attualmente molto basso per l’assenza, in viale Aldo Moro, di medici di base. Tra le soluzioni proposte dal Pd, c’è anche la possibilità di attivare la vendita, previa autorizzazione della Asl, di farmaci ospedalieri, attualmente appannaggio della farmacia dell’ospedale di Pescara. Ma nessuna delle proposte ha convinto l’amministrazione, determinata a chiedere aiuto ai privati per rilanciare la farmacia attraverso una concessione di 9 anni.

Secondo il bando, l’affidatario dovrebbe corrispondere un canone di 68mila 994 euro l'anno, più una quota variabile pari all’1% della dichiarazione Iva relativa all’anno precedente (fissato a 8.310 euro per il primo anno). La base da cui è partita la gara è stata dunque di 77mila 304 euro. Manovra poco vantaggiosa, evidentemente, per i privati che hanno preferito lasciare la "patata bollente" nelle mani del Comune.

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