Farmacia, un altro stop dei «dissidenti» in commissione

20 Gennaio 2015

Viene di nuovo meno il numero legale alla maggioranza che deve rinviare l’affidamento della gestione ai privati

MONTESILVANO. Nuova bufera politica, ieri mattina a palazzo di città, dove alcuni componenti della maggioranza del sindaco Francesco Maragno hanno abbandonato la commissione Sanità facendo mancare il numero legale durante la discussione sull’affidamento a privati della gestione della farmacia comunale. A rifiutarsi di votare il documento approdato nella commissione presieduta da Lorenzo Silli (Montesilvano in Comune), e che sarebbe dovuto arrivare giovedì in Consiglio comunale, sono stati infatti, oltre a Lino Ruggero (Montesilvano Democratica), Pietro Gabriele (Pd) e Paola Ballarini (M5S), anche i forzisti Deborah Comardi, Stefano Di Blasio, Manola Musa e Anthony Aliano.

Nonostante la richiesta di espulsione dei dissidenti Musa e Aliano dal gruppo di Forza Italia avanzata prima di Capodanno dal coordinatore regionale Nazario Pagano, e sebbene il capogruppo regionale Lorenzo Sospiri avesse annunciato nei giorni scorsi un’imminente riunione per ristabilire un equilibrio nel partito cittadino, a oggi, la situazione è tutt’altro che chiarita. E se la capogruppo Comardi garantisce che «Forza Italia non è affatto contraria a priori alla deliberazione, ma ha bisogno di tempo per analizzare il documento che è arrivato in commissione Sanità, per la prima volta, ieri mattina», decisamente più critico appare il consigliere Aliano che del documento contesta, in particolare, l’assenza di una serie di dettagli legati, a esempio, al futuro dei dipendenti o ad aspetti economici e, allo stesso tempo, la decisione di demandare alla giunta una serie di decisioni relative al bando spettanti al Consiglio comunale.

«Ci veniva chiesto di spogliare l'organo di garanzia delle proprie prerogative», sottolinea il dissidente, «demandando una decisione così importante a un esecutivo che sino a oggi non ha mostrato alcuna capacità amministrativa. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto», aggiunge, «e continueremo a portare avanti il nostro mandato all'insegna della trasparenza e della lealtà nei confronti di una città che ha bisogno di rilanciarsi, non di svendersi».

A intervenire sull’ennesima impasse della maggioranza è anche il consigliere Ruggero che, ricordando la contrarietà del proprio gruppo all’affidamento della farmacia a un privato, definisce l’episodio «un nuovo schiaffo politico per il sindaco che, pur di trovare i numeri, era pronto persino a scavalcare la legge che ha giurato di difendere», evidenzia Ruggero in riferimento alla richiesta, avanzata da sindaco in extremis, e senza successo, di votare personalmente per Forza Italia. «Maragno è un mestierante della politica», prosegue, «incollato alla poltrona e guidato soltanto dall’interesse personale».

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