Farmacie prese d’assalto per vaccini e test rapidi

15 Novembre 2020

Centinaia di richieste contro l’influenza e il Covid, ma c’è ancora da aspettare Zenobii (Federfarma): «Servono linee guida su come comportarsi con l’utenza»

PESCARA. Farmacie prese d'assalto: tutti vogliono i vaccini antinfluenzali e i test rapidi anti Covid che forniscono risposte in meno di trenta minuti. Ma né gli uni né gli altri sono disponibili. I ritardi, in entrambi i casi, non sono da addebitare alle farmacie. Le aziende produttrici delle dosi vaccinali non hanno ancora consegnato le forniture alle ditte distributrici di cui si servono i farmacisti per gli approvvigionamenti. E c'è attesa anche per il milione di test rapidi, importanti per rintracciare eventuali contatti con il virus pandemico, che alle Asl regionali dovrebbero arrivare entro la fine del mese.
MESSAGGI E TELEFONATE Mentre dovrà essere ancora stabilito il quantitativo da destinare alle farmacie, in quali tempi e con quali canali. Nel frattempo, prosegue con la messa a punto dei dettagli, l'intesa avviata tra le associazioni di categoria dei farmacisti, tra cui Federfarma, e l'assessorato regionale alla Sanità, guidato da Nicoletta Verì, che dovrà definire i protocolli di comportamento e le modalità di accesso dell'utenza alle farmacie per l'esecuzione dei test veloci. Tra la paura del virus influenzale e quello da coronavirus, i cittadini stanno andando in panico, soprattutto quelli che hanno patologie più gravi, per cui si rivolgono con frequenza alle farmacie inondandole di email, messaggini e telefonate.
NIENTE DOSI «Siamo subissati dalle richieste dei clienti», afferma preoccupato Fabrizio Zenobii, presidente di Federfarma (Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia) che a Pescara conta 34 esercizi e 90 in provincia, «che ci chiedono vaccini antinfluenzali di cui ancora non disponiamo, a metà novembre. Non solo: la Asl non ha neppure le dosi per noi che siamo considerati categoria a rischio, con il personale in continuo contatto con l'utenza».
COME COMPORTARSI E prosegue serrata la trattativa tra farmacisti e assessorato regionale per definire i dettagli di «un accordo che dovrà poggiare su basi solide», è il passaggio chiave del commento di Zenobii, «le linee guida dovranno indicare chiaramente il nostro protocollo di comportamento nel momento in cui un utente entra in farmacia e ci chiede di eseguire il test. Ebbene, qualora il responso dovesse essere positivo, a chi dobbiamo comunicarlo? Al medico di famiglia o alla Asl? E il paziente che ha appena scoperto di essere in contatto col virus, chi lo prende in carico: il medico di base o la Asl? Inoltre, dovremo comunicare i dati sulla piattaforma regionale che però non è ancora completata».
E ancora: in caso di positività al test rapido, «chi prenota alla Asl il tampone rino oro faringeo per il paziente, il farmacista o il medico di base? Queste e altre domande hanno bisogno di risposte certe prima che parta la campagna dell'esecuzione dei test in farmacia».
TEST SIEROLOGICI Con i test sierologici (che si basano sull’analisi del sangue del paziente) o antigenici (che ricercano il virus attraverso un tampone naso-faringeo) si hanno risposte in 15-30 minuti. Nelle farmacie gli esami verranno effettuati nelle sale dove normalmente si eseguono misurazioni di glicemia e pressione, servizi sospesi ai tempi dell'emergenza Covid. In alcune farmacie sono disponibili i test sierologici, ma sono riservati esclusivamente al personale ospedaliero o alla medicina territoriale.
GRATUITI O A PAGAMENTO? Altra questione su cui fare luce, secondo Zenobii, è se «i test per l'utenza privata saranno gratuiti o a pagamento. In Emilia Romagna i tamponi si prenotano in farmacia e i test costano dai 17 ai 22 euro». Nel futuro, i vaccini anti Covid saranno disponibili anche nelle farmacie? «Non ci tiriamo indietro, ma come per le altre questioni, sono necessarie regole chiare», conclude il presidente di Federfarma provinciale e titolare della omonima farmacia, Zenobii.