Farmacista con la passione per la pesca

27 Ottobre 2016

Il sub, conosciutissimo in città, era in mare con l’amico Giulio De Cecco, della famiglia di industriali

PESCARA. Si piange, ma si spera, si spera fino alla fine tra gli amici e i familiari di Matteo Cavarocchi, farmacista pescarese di 28 anni con la passione per la pesca. Una passione portata avanti con la volontà che lo ha contraddistinto negli studi, diploma al liceo classico D’Annunzio dieci anni fa, la laurea in Farmacia all’università di Chieti a marzo del 2015 e l’abilitazione tre mesi dopo, seguita dal tirocinio alla farmacia Russo di Francavilla, dove lo ricordano ancora tutti come un ragazzo bravo e affidabile, pur essendoci stato appena cinque mesi, fino a ottobre dello scorso anno.

Tanti i progetti, e gli interessi, di questo ragazzo che, uscito ieri mattina dalla sua casa di via Leopardi, a ridosso del lungomare Matteotti, per andare incontro al suo adorato mare, ha gettato nello sconforto più totale i tanti che lo conoscono e che, in un modo o in un altro hanno avuto modo di frequentarlo. Non solo a Pescara, ma anche all’università a Chieti, a Barcellona, dove ha frequentato l’Erasmus e dove ha stretto legami di amicizia importanti, e ancora a Londra da dove è tornato proprio nei mesi scorsi.

«Un bellissimo ragazzo, di una grande cordialità, che amava la pesca subaquea e la condivideva con alcuni amici», racconta chi lo conosce.

Reduce da un corso intensivo d’inglese a Londra, a cui aveva affiancato un’attività di promoter, Matteo ieri ha fatto quello che faceva ogni volta che il tempo e il mare glielo consentivano: è uscito a pesca. Ieri, come tante altre volte succedeva, con l’amico di sempre Giulio De Cecco, figlio di Bepi, della nota famiglia di pastai abruzzesi. Subaqueo provetto, tra le tante attività e i tanti risultati ottenuti, Matteo aveva infatti conseguito anche il diploma da primo operatore tecnico scientifico subaqueo a Napoli.

Ieri mattina ha raggiunto con l’amico la fossa dello squalo, zona non distante dall’omonima piattaforma per l’estrazione del gas dove la profondità del mare raggiunge i 70 metri. Niente di nuovo per Matteo che ieri, come aveva fatto tantissime altre volte si è tuffato giù in apnea, seguendo regole e comportamenti ben noti. Ma qualcosa è andato storto, qualcosa non l’ha fatto riemergere, e nonostante il tempestivo intervento dell’amico che ha allertato immediatamente i soccorsi, non è più risalito. Notizie drammatiche che hanno gettato nello sconforto gli amici, tantissimi, e naturalmente la famiglia, composta dal fratello più piccolo, dal papà originario di Foggia e dalla mamma professionista nel campo dell’estetica. (s.d.l.)

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