Farmaco contro la Sla, a Pescara non c’è

La Asl risponde all’appello del pensionato di Pianella: «Impossibile usare il medicinale sperimentale, non è disponibile»
PESCARA. Il farmaco Gm 604, sperimentazione americana contro la Sla, non è disponibile nella farmacia ospedaliera. La Asl di Pescara non lo ha mai acquistato perché il medicinale non è stato ancora riconosciuto né dall’Agenzia italiana del farmaco né da quella europea. Dunque, non è in commercio. È questa la risposta della Asl all’appello di Giovanni, 78 anni, carabiniere in pensione di Cerratina, frazione di Pianella, colpito due anni fa dalla sclerosi laterale amiotrofica, patologia neurovegetativa che non lascia scampo. Attraverso il consigliere regionale Leandro Bracco, il signor Giovanni aveva inviato sul Centro un appello all’assessorato regionale alla Sanità, guidato da Silvio Paolucci, e alla Asl con la richiesta di ottenere il dispositivo farmaceutico a costo zero, considerati i prezzi del medicinale improponibili per un pensionato. La cui richiesta, purtroppo, viene al momento disattesa perché la Asl non ha a disposizione il farmaco che non è stato ancora messo in circolazione. Il Gm 604, infatti, viene prodotto dall’azienda californiana Genervon e costa 94 mila euro. Ma non si conoscono le dosi reperibili pari al prezzo del medicinale. Per ottenere questa cura, il paziente si è rivolto anche alla giustizia, ma il Tribunale di Pescara ha respinto il ricorso con la motivazione che il farmaco «non sarebbe affidabile a causa di scarsa sperimentazione», riferisce Bracco, il quale però precisa «che altri malati di Sla, che si sono rivolti ai tribunali di competenza, hanno ottenuto il medicinale e utilizzato con beneficio». Dalla Asl, che ha presentato documentazione in materia dietro richiesta del Tribunale, risponde il direttore sanitario Valterio Fortunato: «Ci dispiace per il signor Giovanni», dice Fortunato, «ci rendiamo conto della situazione, la nostra farmacia è ben fornita per rispondere alle esigenze di tutti i pazienti. Ma non disponiamo del Gm 604 per via dei rischi legati alla scarsa sperimentazione, abbiamo creato apposta una commissione farmaceutica per valutare casi di questo genere. Il prodotto non è stato ancora approvato dall’Agenzia italiana del farmaco né dall’Agenzia europea del farmaco che ha aperto un fascicolo sulla medicina, ma ciò non equivale in automatico all’uso e al riconoscimento del prodotto stesso non acquistabile perché non commercializzato». La porta della speranza per Giovanni, a questo punto, potrebbe essere rivolgersi direttamente alla casa farmaceutica statunitense per ottenere il farmaco attraverso la formula «dell’uso compassionevole», ovvero la possibilità che l’azienda metta a disposizione la fornitura gratuita prima della commercializzazione del prodotto. Risponde Fortunato: «È una strada che il paziente potrebbe tentare con una richiesta medica. L’uso compassionevole però presuppone il parere di un comitato etico che esamini il farmaco e non sappiamo se questo passaggio è avvenuto da parte della ditta farmaceutica». L’odissea del pensionato di Cerratina, per il momento, purtroppo, continua.
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