«Fassa Bortolo, subito una decisione per salvare l’azienda»

Popoli, i sindacati chiedono al governatore D’Alfonso di attuare con urgenza il raddoppio della cava calcarea
POPOLI. Sul caso Fassa Bortolo, che da due anni aspetta di ottenere dalla Regione l'autorizzazione all'ampliamento (il raddoppio) della cava di Pizzo Carluccio da cui, per dieci anni, ha estratto circa un milione di metri cubi di materiale calcareo per confezionare gli speciali prodotti per l'edilizia, intervengono i segretari provinciali di due sindacati Lucio Girinelli (Filca Cisl) e Massimo Di Giovanni (Fillea Cgil) per scongiurare che il persistere del ritardo da parte della Regione, costringa la proprietà a chiudere lo stabilimento ed abbandonare l'Abruzzo.
«Abbiamo recepito quanto il governatore, Luciano D'Alfonso ha intimatoai suoi dirigenti» affermano i due sindacalisti « ossia chiudere le pratiche ancora aperte con la prospettiva di rilanciare l'economia, e vogliamo sperare che questa volta seguano veramente atti concreti, poiché sono in gioco economie vitali per la Val Pescara e l'Abruzzo, oltre alla salvaguardia dei livelli occupazionali e al mantenimento del patrimonio aziendale».
Fassa Bortolo vuole rimanere a Popoli, che considera una sede di punta tra le altre 13 disseminate sul territorio nazionale. In questo angolo di mondo e dalla cava di Pizzo Carluccio viene estratto materiale di prima scelta che consente la produzione di una vasta gamma di prodotti edilizi di alta qualità. Lo stabilimento impiega 60 dipendenti e ne impegna almeno un centinaio nell'indotto. Una luce sfolgorante nel contesto della crisi occupazionale nella Val Pescara, dove si sono persi fino a oggi migliaia di posti di lavoro, che continua a brillare nonostante la crisi di ogni settore produttivo.
«Vedi in particolare» fanno notare Girinelli e Di Giovanni «le vertenze di opifici affini come l'Italcementi di Scafa che attende ancora di ottenere un incontro con il governatore D'Alfonso e la Sacci di Pescara che per ragioni diverse rischia di chiudere i battenti. Giorni fa, invece, in Fassa, è stato rinnovato anche il Premio di Risultato, cosa non di poco conto in un momento così critico per i mercati e l'occupazione.
Non «svaligiamo» dunque, chiosano i sindacalisti «ancora il nostro territorio di sane risorse, sempre con occhio vigile alle normative di protezione ambientale». A tal proposito, è da ricordare l'impegno profuso dall'amministrazione comunale popolese che, circa sei mesi fa, concluse l'iter di formazione della variante al piano regolatore generale con proposta del piano paesistico provinciale proprio per consentire la continuazione dell'attività della Fassa Bortolo, operazione che si concluse senza rilievi, osservazioni e opposizioni, dopo che in sede di conferenza dei servizi la pratica aveva superato anche la Valutazione ambientale strategica (Vas).
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