Fater, 730 euro in più all’anno di aumento

L’accordo raggiunto tra l’azienda e i sindacati coinvolge oltre mille dipendenti e avrà valore triennale
PESCARA. Aumento salariale triennale di 730 euro netti l'anno, circa 60 euro al mese, per i 1100 dipendenti della Fater, azienda leader nel mercato italiano dei prodotti assorbenti, di via Raiale. L'accordo tra Fater e rappresentanze sindacali, raggiunto nei giorni scorsi, introduce elementi di innovazione in materia di Welfare a favore dei lavoratori.
«L'accordo», spiega Gianfranco Di Giorgio, responsabile del sindacato UilTec (Tessile, energia e chimica), «estenderà i suoi benefici nel prossimo triennio e prevede principalmente un incremento del premio di partecipazione legato al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Ma la vera novità è la possibilità di dedicare una quota, fino a un massimo di duemila euro, del premio di partecipazione all'istituto del Flexble Benefit introdotto dalla legge di stabilità del 2016, aprendo di fatto la strada al cosiddetto salario indiretto».
Nel dettaglio: «Se il lavoratore decide, in maniera facoltativa, di dedicare una somma al Flexble Benefit, avrà tassazione zero sull'intera somma (18.5% medio fra recupero tasse Irpef e contributi Inps pari a 370 euro) e l'azienda offrirà un contributo economico pari al 10% (fino a 200 euro) sulla cifra versata dal lavoratore con un incremento del salario annuale. Due gli aspetti vantaggiosi: da una parte, il lavoratore vedrà crescere il potere di acquisto del suo premio di partecipazione dedicato all'acquisto di servizi per la salute e la famiglia (dalla palestra alla pay tv), perché questa quota non è sottoposta a tassazione ordinaria. Dall'altra, l'accordo non aumenta il costo del lavoro, ma produce un risparmio per l'azienda perché il denaro versato a tale istituto non sarà soggetto a tassazione Irpef e Inps».
E se dall'accordo sono spariti il pagamento del Premio Presenza per i meritevoli e la giornata di Pasqua cadente di domenica, è stato introdotto, per compensazione, un gettone di presenza giornaliero di 0,90 euro per tutti i dipendenti pari a 225 euro l'anno.
«Non è facile né scontato ottenere dei risultati a favore dei lavoratori», conclude Di Giorgio, «ma dove c'è l'attenzione alle tutele e la capacità di cogliere e utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal legislatore, si possono bilanciare le richieste di competitività delle aziende con le giuste aspettative retribuite dei lavoratori».
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