«Fatto inquietante, ma la città è sicura»

2 Agosto 2022

Masci: è stato un regolamento di conti. Scoppia la polemica, il Pd: le famiglie chiedono tranquillità, serve un vertice

PESCARA. «C’è un killer che arriva nel centro della città e spara: sembra un regolamento di conti e lo dico da cittadino, da quello che vedo sulla scena del crimine». Lo afferma il sindaco Carlo Masci davanti alla pizzeria sulla strada parco diventata teatro di un’esecuzione: il corpo dell’architetto Walter Albi, 66 anni, in quei minuti è ancora a terra, coperto con un lenzuolo bianco; Luca Cavallito, 49 anni, un passato da calciatore nei dilettanti, è già in ospedale e lotta tra la vita e la morte, in sala operatoria.
«È un episodio inquietante, drammatico, violentissimo», dice Masci, incredulo. Negli ultimi giorni, a Pescara, si registra un’impennata di violenza che non ha pari: una ragazza picchiata in una palestra, un 38enne bastonato sulla riviera, un 22enne preso a pugni a un passo da piazza Salotto. «Ma gli altri episodi di questi giorni non c’entrano con questo delitto», osserva Masci, «un fatto del genere è angosciante e inquieta ancora di più perché accade in una città tranquilla». Il vice sindaco Gianni Santilli abita proprio di fronte al bar del Parco e, al momento degli spari, sta cenando. La telefonata di un amico interrompe bruscamente il pasto con la famiglia: «Mi ha chiamato un amico per dirmi cos’era appena accaduto. Sono sceso e ho trovato una cosa mai vista in zona», prosegue il vice sindaco che resta in strada a lungo per capire.
Le aggressioni di questi giorni e la sparatoria di ieri in mezzo ai bambini della strada parco che giocano prima di cenare alimenta la polemica politica. Il centrosinistra in Comune chiede un faccia a faccia sulla sicurezza: «Pescara non può essere ostaggio di una violenza così efferata e spietata da far subito pensare ai modi della criminalità organizzata», dicono i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. «Occorre una immediata reazione delle istituzioni, sia per consegnare alla giustizia in tempi rapidissimi chi si è macchiato le mani di sangue, sia per restituire fiducia e tranquillità ai cittadini, che hanno visto trasformarsi in uno scenario da incubo la strada parco, scelta dalle famiglie per passeggiare e incontrarsi», proseguono dai banchi dell’opposizione a poche ore dal delitto mentre per la polizia si è aperta la caccia all’uomo fuggito con uno scooterone, con il volto coperto da un casco integrale. «Il sindaco», dicono ancora, «pretenda un’immediata convocazione dei tavoli tecnici della sicurezza e, nel rispetto delle competenze istituzionali, ottenga misure urgenti ed efficaci per stroncare sul nascere qualunque segno che possa costituire indizio di attività del crimine organizzato a Pescara. Il Comune deve svolgere un ruolo attivo, si deve far percepire la presenza dello Stato e la sua azione di prevenzione e di tutela dei cittadini». Chiede interventi immediati anche il senatore Luciano D’Alfonso (Pd) che parla di «un altro gravissimo episodio di violenza estrema nel cuore della città, in un luogo dove bimbi e nonni passeggiano, tra le famiglie e i ragazzi. Tutto questo non è più possibile. Non possiamo permettere che in città si diffonda la paura del vivere quotidiano. Occorre una risposta ferma da parte delle istituzioni». Per Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale, «Pescara è una città pericolosissima. Nessuno si permetta di sminuire e dire che la città è sicura. Siamo stanchi e stufi di sentire le istituzioni ripetere che siamo di fronte a gesti isolati» mentre «la criminalità non esita a sparare e ad ammazzare nelle periferie così come in centro».
I residenti della zona, che frequentano il bar «da vent’anni», ieri sera hanno vissuto «un trauma. Questa zona», hanno raccontato, «è sempre stata molto tranquilla, qui ci sono famiglie, bambini, tutta gente sana, i titolari del bar sono persone serie. E fino a pochi minuti prima delle 20 non c’era niente. Qui, il massimo di caos può essere provocato dai ragazzini, ma questo sembra un regolamento di conti. E fa paura pensare che ci sia qualcuno che gira armato».