Favorevole Bocchia «L’unico rischio è l’immobilismo»

11 Luglio 2015

Chi si è spinto un po’ più in là, nel dare il via libera alla «Buona scuola» di Renzi, è stato il dirigente scolastico del liceo scientifico da Vinci, Giuliano Bocchia (foto), tra l’altro segretario...

Chi si è spinto un po’ più in là, nel dare il via libera alla «Buona scuola» di Renzi, è stato il dirigente scolastico del liceo scientifico da Vinci, Giuliano Bocchia (foto), tra l’altro segretario provinciale dell’Ant, l’associazione nazionale dei presidi. «Il tutto va studiato nei particolari», premette Bocchia, «poiché molti cambiamenti che sono stati inseriti hanno snaturato l’impianto originale, sul quale eravamo abbastanza d’accordo». Tuttavia Bocchia si dichiara favorevole all’introduzione normativa che prevede più autonomia, da parte dei presidi, nella scelta dei docenti. «Noi dovremmo fare innanzitutto una distinzione», spiega. «Se in Spagna, il preside ha più una funzione organizzativa che altro, è perché in quel Paese c’è una maggiore uniformità. In Italia invece è diverso», prosegue Bocchia, «in quanto c’è diversità tra i vari territori. Per fare un esempio, una scuola del Veneto è diversa da una del Sud. E pertanto un dirigente e una scuola devono prendere decisioni a seconda delle necessità particolari, quindi occorre che si assumano delle responsabilità. Il rischio, altrimenti», avverte Bocchia, «è l’immobilismo». Intanto, per il 21 luglio prossimo, all'iis Manthoné, l’Ant ha convocato un incontro per tutti i dirigenti scolastici abruzzesi per discutere della riforma. (VdL)