Favori in cambio di lavoro ombre sulla ricostruzione
Il responsabile dell’ufficio della ricostruzione di Bussi indagato per corruzione insieme a un imprenditore. L’accusa: pagato con l’assunzione della figlia
BUSSI. Agenti della Forestale a Bussi, a Pescara, a Perugia e ad Assisi, perquisizioni in decine di case e aziende e l’Ufficio tecnico della ricostruzione post-terremoto di Bussi sul Tirino che finisce nel mirino degli investigatori.
E’ decollata ieri mattina l’inchiesta del pm Anna Rita Mantini che sta facendo luce sulle norme che regolano la ricostruzione post-terremoto nell’ambito dei venti comuni che rientrano nell’ufficio di Bussi numero 5: venti comuni sia all’interno del cratere che fuori dal cratere che fanno riferimento all’ufficio la cui sigla è Utr (Ufficio tecnico ricostruzione) che, a sua volta, dipende da quello di Fossa in provincia dell’Aquila.
Sono due, al momento, gli indagati nella nuova inchiesta che ruota attorno alla ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila del 2009: Angelo Carmine Melchiorre, 60 anni, originario di Bussi dove è impiegato come responsabile dell’ufficio tecnico e responsabile del procedimento nell’ufficio tecnico della ricostruzione numero 5 e l’imprenditore Stefano Roscini, 48 anni, originario di Foligno. I due sono accusati dal pm Mantini di corruzione.
Secondo l’accusa il dipendente del Comune di Bussi avrebbe agevolato l’imprenditore la cui ditta stava eseguendo opere di ricostruzione post-sisma e in cambio, dice ancora l’accusa tutta da provare, sua figlia sarebbe stata assunta in una società riconducibile a Roscini.
Accuse che dovranno essere verificate ma che ieri hanno portato quaranta sottufficiali e agenti della Forestale non solo a Bussi ma anche a Pescara, ad Assisi e a Perugia per acquisire i documenti ma anche per seguire una pista investigativa più ampia: l’ipotesi che ci siano altri rapporti tra l’ufficio di Bussi e altri imprenditori impegnati nella ricostruzione e interessati a beneficiare dei fondi per la ricostruzione.
Sul registro degli indagati sono finiti il responsabile dell’ufficio di Bussi e l’imprenditore di Foligno accusati ambedue di corruzione.
Per il pm Melchiorre – ma l’accusa è tutta da provare – avrebbe agevolato l’imprenditore e la sua ditta esecutrice di opere di ricostruzione.
Come recita il capo d’imputazione il responsabile dell’ufficio tecnico di ricostruzione di Bussi avrebbe ricevuto «indebitamente come corrispettivo per l’adozione di atti amministrativi contrari ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione, ovvero l’emanazione di delibere contro legge del pagamento dei Sal, l’assunzione della propria figlia».
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