«Favorisce Luciani» Cinque consiglieri sfiduciano Paolini

31 Ottobre 2015

Francavilla, l’opposizione presenta una mozione contro il presidente del consiglio: è prepotente e non corretto

FRANCAVILLA. L’opposizione bipartisan sfiducia il presidente del consiglio Rocco Paolini perché non avrebbe «adempiuto al suo ruolo in forma neutra e istituzionalmente corretta». La mozione di sfiducia per chiedere la revoca di Paolini, accompagnata da un esposto al prefetto e al difensore civico regionale, è a firma dei consiglieri Stefano Di Renzo e Donato La Barba (Pd), Alessandro Mantini (Viva Francavilla), Rocco Moroni e Daniele D’Amario (Forza Italia). «I gravi atteggiamenti tenuti nel corso delle ultime assise consiliari dal presidente Paolini, unitamente alle omissioni relative alla mancata comunicazione delle delibere di controllo della Corte dei conti, con le quali l’organo di revisione ha chiesto di porre in essere azioni concrete per la risoluzione delle criticità di bilancio riscontrate», sostengono i 5 della minoranza, «fanno ritenere che Paolini non abbia adempiuto al suo ruolo in forma neutra. L’omissione, accompagnata da un atteggiamento prepotente che impedisce sistematicamente a un importante ordine del giorno presentato dall’opposizione di essere discusso in aula, rendono Paolini non degno di ricoprire quella funzione». I firmatari contestano al presidente di aver violato i doveri di istituzionalità politica favorendo la maggioranza del sindaco Antonio Luciani di cui fa parte. «Egli ha completamente disatteso a tutte le più importanti attribuzioni di un presidente; dal fare applicare il regolamento e lo statuto al garantire il rispetto della democrazia attraverso la tutela delle forze di opposizione» accusano i 5, contestando anche «i metodi arbitrari con i quali sono approvate le delibere di varianti normative al Piano regolatore generale, come nel caso della delibera sulle zone bianche, dove, nonostante fosse stato fatto notare che non erano stati rispettati i termini della pubblicità dell’avviso per la presentazione delle osservazioni, la maggioranza e con essa il presidente, ha proceduto ugualmente alla votazione di una delirbera illegittima». Nell’ultima seduta del 27 ottobre, la minoranza aveva rilevato l’errato termine per la presentazione delle osservazioni alla variante urbanistica, pubblicato sul Bura, indicato in 30 giorni anziché 45; ma Paolini ha rigettato la richiesta.

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