Fazii: «Il coprifuoco ci può aiutare molto»

4 Novembre 2020

Ma il virologo avverte sui contagi: questo è solo l’inizio

PESCARA . «Siamo solo all'inizio: l'autunno e l'inverno saranno lunghi. Proprio per questo dobbiamo cercare di frenare in ogni modo possibile la corsa del virus». Il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, sintetizza così la situazione attuale. E a proposito del record di 601 nuovi casi in 24 ore registrato ieri, l'esperto avverte: «Massima attenzione nei prossimi giorni, il valore di una singola giornata ci dice poco, ma se i numeri dovessero essere questi vorrà dire che il trend è peggiorato rapidamente». Secondo l'esperto, anche la percentuale dei positivi sul totale dei tamponi eseguiti, 16,3%, dato più alto delle ultime settimane, va valutata nel lungo periodo. «Magari», afferma, «si è trattato di un fatto casuale legato a dei cluster particolari. Dobbiamo monitorare attentamente i prossimi giorni».
Per Fazii, comunque, al di là dei valori assoluti, bisogna analizzare il quadro abruzzese soffermandosi sulla situazione negli ospedali. «Le valutazioni», dice, «vanno fatte sui ricoveri, sulle terapie intensive e sui decessi. Gli asintomatici sono tanti e possono far diffondere il virus, ma i veri casi che mandano in tilt il sistema sono quelli acuti, i pazienti che hanno bisogno di essere ricoverati o, peggio, quelli che finiscono in rianimazione».
Fazii ipotizza che a pesare sull'aumento dei contagi potrebbero esserci anche le scuole, intese non come attività didattica, ma in modo più ampio: «A guardare quanto accaduto in queste settimane», sottolinea, «direi che le criticità non vanno individuate in ciò che succede nelle aule. All'esterno degli istituti, mentre si va a scuola abbiamo visto tanti ragazzi vicini e senza mascherina. Il problema è a livello educativo. Magari da parte dei giovani c'è anche un atteggiamento trasgressivo e di base c'è l'educazione impartita in ambito familiare. I genitori hanno un ruolo fondamentale nel far sì che i figli rispettino le regole di prevenzione».
Proprio per questo il virologo si dice favorevole all'ulteriore estensione della didattica a distanza prevista nel nuovo Dpcm. Sul fronte delle nuove misure restrittive, Fazii, sottolineando che «a livello di principio e puramente sanitario la chiusura totale sarebbe la soluzione più indicata», si dice convinto che «un nuovo lockdown come quello di marzo sarebbe eccessivo», perché bisogna considerare i vari aspetti, tra cui la tenuta del sistema economico. «È fondamentale limitare quanto più possibile la circolazione del virus», osserva, «trovando il giusto equilibrio: non è facile raggiungere un compromesso tra sanità, tutela dell'economia e libera circolazione delle persone, ma è ciò che si deve fare. In questo momento dobbiamo fare tutto il possibile per fermare l'onda dei contagi, perché, se è vero che siamo in una situazione nuova, cioè la convivenza con il Sars-Cov-2 a ottobre e novembre, non si può non considerare che abbiamo davanti altri mesi tipicamente caratterizzati dalla circolazione di virus come questo». Se misure come quelle della scorsa primavera sarebbero «troppo», il virologo accoglie favorevolmente il coprifuoco: «Girando», dice, «ho visto tante persone ai tavoli dei locali, sedute vicine e senza mascherina. Quei contesti sono pericolosissimi. Ci sono attività economiche che devono sopravvivere e spetta alla politica trovare una sintesi, ma bisogna considerare ciò che a livello sanitario può essere più rischioso e trovare un compromesso tra i vari elementi in ballo».
A proposito della classificazione delle regioni secondo livelli di rischio, Fazii, nel sottolineare che «l'Abruzzo si colloca in una posizione intermedia», ma che «la situazione può variare rapidamente», si dice convinto che un sistema di questo tipo «possa funzionare». (l.d.)