Fazii: ora si può dire il peggio è alle spalle

Solo 97 casi, un morto e Pescara e L’Aquila con zero positivi
«Il peggio è alle spalle, ora possiamo dirlo. Ma non possiamo non imparare da ciò che è stato. Servono responsabilità e prudenza. Con le riaperture ci aspettiamo un aumento dei contagi, che però sarà contenuto, perché le temperature elevate e i vaccini mitigheranno la circolazione del virus». Analizza così l'attuale situazione il virologo Paolo Fazii, nel giorno in cui l'Abruzzo inizia gradualmente a ripartire. Il trend favorevole viene confermato dagli ultimi dati: c'è una sola vittima, non accadeva da novembre. I nuovi casi sono 97. La città di Pescara, per la prima volta dopo mesi, inoltre, registra l'azzeramento dei contagi.
NUOVI CASI
I 97 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 2.270 tamponi molecolari: è risultato positivo il 4,27% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di un anno e il più anziano una donna di 88 anni, entrambe della provincia dell'Aquila. Quelli con meno di 19 anni sono 25: due in provincia dell'Aquila, tre in provincia di Pescara, 15 in provincia di Chieti e cinque in provincia di Teramo. La località con più nuovi casi è Lanciano (14). A livello provinciale, il maggior numero di contagi recenti si registra nel Chietino (51), seguito dall'Aquilano (23), dal Teramano (15) e dal Pescarese (6).
AZZERAMENTO
Proprio nel Pescarese la situazione continua a migliorare rapidamente: l'incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti è pari a 32, rispetto ad una soglia di allarme di 250. Il dato, ormai da due settimane, colloca il territorio all'ultimo posto tra le province italiane. Il quadro è ancora migliore a Pescara città, che dopo mesi registra l'azzeramento dei contagi. L'incidenza settimanale in città è pari a 30. L'attuale situazione è frutto dei 37 giorni trascorsi in zona rossa dal 14 febbraio al 22 marzo. Sono lontani i giorni durissimi di metà febbraio quando l'incidenza era tra le più alte d'Italia, arrivando addirittura a quota 522. Azzera i contagi – era già accaduto nei giorni di Pasqua a causa dei pochi tamponi – anche la città dell'Aquila, dove la situazione nelle scorse settimane si stava facendo preoccupante. I numeri, però, sono scesi in fretta e l'emergenza è rientrata.
RICOVERI
Continua a scendere il numero dei ricoveri, che passano dai 478 di domenica ai 465 di ieri. In particolare, 419 pazienti (-13) sono in terapia non intensiva e 44 (invariato, con un nuovo accesso) sono in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto al momento è al 24% per le rianimazioni e al 29% per l'area non critica, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 30 e del 40%. Gli altri 8.594 attualmente positivi (-75) sono in isolamento domiciliare.
VITTIME
Segnali positivi arrivano anche sul fronte decessi. Si registra una sola vittima recente. È il dato più basso dall'8 novembre – giorno in cui ci fu l'ultimo azzeramento dei morti – ad oggi. L'unico decesso comunicato nel bollettino di ieri riguarda una 87enne di Canzano. Il bilancio delle vittime sale a quota 2.377.
OTTIMISMO.
Il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, si definisce ottimista e parla di una «situazione molto buona per Pescara e in miglioramento a livello regionale». I numeri attuali, sottolinea l'esperto, sono «frutto delle restrizioni: è ormai chiaro a tutti che la situazione migliora quando viene ridotta la mobilità delle persone». Fazii non nasconde che «con le riaperture un aumento dei casi ci sarà e lo vedremo tra due o tre settimane, ma sarà contenuto».
VARIABILI
Allo stato attuale, infatti, sono in gioco tre variabili: le riaperture, le temperature elevate e i vaccini. «Le riaperture faranno inevitabilmente aumentare i contagi. Il fenomeno, però», osserva il virologo, «sarà mitigato dalle temperature elevate, perché il caldo fa circolare meno il virus, e dalla campagna vaccinale. Più velocemente si procederà e meno consistente sarà la crescita dei contagi».
PRUDENZA
Fazii torna a ripetere l'importanza della responsabilità individuale. «Quanto le riaperture incideranno negativamente», dice, «dipenderà soltanto dai nostri comportamenti. Mi auguro che si impari da ciò che è stato e che non si ripetano gli errori del passato. È tutto in mano a noi». I rischi, infatti, non cesseranno neppure d'estate, che «sarà come quella dello scorso anno: ci sarà un esercito di asintomatici che potrebbe creare problemi a settembre, non appena si abbasseranno le temperature».
VACCINI
«In autunno», dice ancora l'esperto, «avremo sì dei contagi, ma i vaccini faranno il loro effetto. Il prossimo inverno sarà migliore di quello passato, ma avremo ancora malati e morti e, purtroppo, temo che sarà così ancora per qualche anno». Fazii ribadisce poi l'importanza di una campagna vaccinale globale: «Non dobbiamo fare l'errore di pensare che se siamo vaccinati noi il problema è risolto. Bisogna dare al terzo mondo la possibilità di disporre dei vaccini e di fabbricarli a costo zero. È in quei contesti che si generano le varianti e prima o poi potrebbe arrivare anche da noi una variante più pericolosa. Se la campagna vaccinale non sarà globale», conclude Paolo Fazii, «saremo sempre punto e a capo e non ne usciremo».
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